Forchette in valigia

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Forchette in valigia Dalla cucina locale, Made in Valle Camonica, a quella internazionale. Due buone forchette per un viaggio tra tradizione, innovazione e contaminazioni.

Nella nostra continua ricerca delle migliori pizze della zona (ma non solo), abbiamo finalmente provato quella di “Pizza...
06/03/2025

Nella nostra continua ricerca delle migliori pizze della zona (ma non solo), abbiamo finalmente provato quella di “Pizza&Co di ” a Breno. Da tempo volevamo far visita al locale realizzato dalla Cooperativa Arcobaleno alla base del quale ci sono il buon cibo e l’inclusione. Qui infatti, sia in sala che in cucina, sono impegnati i ragazzi con disabilità che così possono confrontarsi con il mondo del lavoro e con le sue sfide quotidiane.
L’atmosfera è meravigliosa e i sorrisi che ci hanno accolte hanno reso la serata ancora più bella.
Il piatto principe è senza dubbio la pizza in pala, da condividere per provare gusti diversi, anche se non mancano hamburger e secondi piatti di carne.
Noi abbiamo scelto due farciture con base pomodoro e mozzarella. Mezza pala con verdure miste di stagione e semi misti e mezza con pomodori al forno, olive, tonno e cipolle croccanti.
L’impasto ad alta idratazione è preparato insieme a Giovanni Titta Patarini, esperto di lievitati, ed è quello classico della pizza in pala, leggero e croccante, e le materie prime utilizzate sono fresche e di qualità.
La dimensione della pala è importante tanto che abbiamo preso un solo dolce, anche questo buonissimo: la torta di mele caramellate con gelato fiordilatte.
Arché Social Food ci è piaciuto sotto tutti i punti di vista. La pizza è una delle migliori che abbiamo mai mangiato e l’atmosfera del locale è calda, accogliente e familiare.
Per due mezze pale farcite, una birra media, una bottiglia di acqua e un dolce, abbiamo speso poco meno di 50€

Se siete alla ricerca di un luogo dove sentirvi accolti e coccolati il  , socio  è una tappa obbligata. Il locale è il p...
20/12/2024

Se siete alla ricerca di un luogo dove sentirvi accolti e coccolati il , socio è una tappa obbligata. Il locale è il posto perfetto per dare il via alle vacanze di Natale con un aperitivo gustoso. Noi abbiamo brindato, anche se in anticipo, con uno spritz, accompagnato da un tagliere di stuzzichini squisiti e di qualità, che ci ha conquistato per la genuinità e il sapore.
Il D4 è conosciuto anche per il pranzo di lavoro, che ci siamo promesse di tornare a provare, grazie ai piatti cucinati al momento che uniscono semplicità e gusto.
Siamo rimaste piacevolmente colpite dalla qualità dei prodotti e dall’atmosfera accogliente. E a rendere tutto ancora più speciale c’è Miriam, la titolare, che con il suo sorriso e la sua gentilezza riesce a far sentire ogni cliente come a casa. Se siete in zona, non perdetevi questo piccolo angolo di gusto e convivialità!

Ormai lo sapete, a Borno ci sentiamo un po’ come a casa. E anche se qui la prima neve è già arrivata, l’autunno è ancora...
16/12/2024

Ormai lo sapete, a Borno ci sentiamo un po’ come a casa. E anche se qui la prima neve è già arrivata, l’autunno è ancora (per qualche settimana) protagonista nella cucina del , socio dei
Il menù, che cambia con lo scorrere delle stagioni, è fortemente legato al territorio e ai sapori della montagna. Dagli antipasti ai dolci, ogni piatto è preparato utilizzando materie prime di qualità, anche a km 0. I piatti della tradizione, rivisitati in chiave moderna, accontentano tutti, vegetariani compresi (sempre presenti alcune opzioni vegetariane).
Noi abbiamo scelto l’antipasto zucca e zola, con tre consistenze di zucca e una morbidissima spuma allo zola, e la tartare di manzo con maionese alla senape, chips di polenta e capperi fritti. Piatti curati e sapori decisi che abbiamo ritrovato anche nel risotto con crema di castagne, caffè, caldarroste e miele di castagno, e nei tagliolini al grano arso con crema alle cime di rapa e luccioperca marinato.
Lo spazio per il dolce non manca mai, soprattutto se tra i dessert troviamo rivisitazioni di piatti che hanno fatto la storia del locale, come i tartufini di castagne ispirati al rotolo della zia Giovanna, o insoliti abbinamenti, come la spuma alla zucca con cremoso al cioccolato e biscotto croccante.
La cucina del Navertino non delude mai, così come l’ambiente caldo e accogliente che, ancora una volta, ci ha fatte sentire a casa.

Nel fitto panorama dei locali camuni più longevi, il Belvedere a Borno, socio dell’ Associazione Ristoratori Vallecamoni...
10/12/2024

Nel fitto panorama dei locali camuni più longevi, il Belvedere a Borno, socio dell’ Associazione Ristoratori Vallecamonica è sicuramente una certezza. Anche se il restyling esterno lo ha ringiovanito, l’atmosfera che ancora si respira dentro è d’altri tempi. Tempi che non hanno ceduto alla moda né alla frenesia e lasciano a chi arriva il tempo di sentirsi a casa. Un sentimento che ritrovi nella cortesia pennellata di passione di Patrizia, che ha ereditato dai genitori l’attività fondata nel 1963 e insignita della targa di Albergo storico da Regione Lombardia e nei piatti, fedeli alla tradizione, anche se talvolta non mancano piccole e mai banali incursioni moderne. Una coccola per chi ama i sapori genuini, da guastare in un ambiente familiare, senza sfarzo. Una coccola per noi, che abbiamo optato per tagliatelle fatte in casa con zucca e chiodini e gli gnocchi di pane al b***o fuso. Come secondo abbiamo scelto formaggio fuso e baccalà, entrambi serviti con abbondante polenta. Lo spazio riservato al dolce è stato riempito con una crostata di mele fatta in casa. Voto dieci, per gusto e atmosfera: come essere a casa. E questo per noi vale sempre un bis.

Nel fitto panorama dei locali camuni più longevi, il Belvedere a Borno, socio dell’  è sicuramente una certezza. Anche s...
10/12/2024

Nel fitto panorama dei locali camuni più longevi, il Belvedere a Borno, socio dell’ è sicuramente una certezza. Anche se il restyling esterno lo ha ringiovanito, l’atmosfera che ancora si respira dentro è d’altri tempi. Tempi che non hanno ceduto alla moda né alla frenesia e lasciano a chi arriva il tempo di sentirsi a casa. Un sentimento che ritrovi nella cortesia pennellata di passione di Patrizia, che ha ereditato dai genitori l’attività fondata nel 1963 e insignita della targa di Albergo storico da Regione Lombardia e nei piatti, fedeli alla tradizione, anche se talvolta non mancano piccole e mai banali incursioni moderne. Una coccola per chi ama i sapori genuini, da guastare in un ambiente familiare, senza sfarzo. Una coccola per noi, che abbiamo optato per tagliatelle fatte in casa con zucca e chiodini e gli gnocchi di pane al b***o fuso. Come secondo abbiamo scelto formaggio fuso e baccalà, entrambi serviti con abbondante polenta. Lo spazio riservato al dolce è stato riempito con una crostata di mele fatta in casa. Voto dieci, per gusto e atmosfera: come essere a casa. E questo per noi vale sempre un bis.

Qualche sera fa abbiamo fatto visita ad uno dei soci dei  , il  L’hotel e ristorante è il luogo che accoglie tanti turis...
24/09/2024

Qualche sera fa abbiamo fatto visita ad uno dei soci dei , il
L’hotel e ristorante è il luogo che accoglie tanti turisti e scolaresche che vengono in Valle Camonica per visitare i parchi delle incisioni rupestri. E così in una serata infrasettimanale è stato bello vedere tanti bambini che dalla Svizzera hanno raggiunto Capo di Ponte per scoprire la storia dei camuni e, grazie al , anche i sapori della nostra Valle.
Qui la cucina tradizionale camuna incontra nuove proposte, come i piatti vegani e vegetariani, che noi abbiamo provato.
Due gli antipasti che abbiamo scelto: le cappelle di funghi porcini impanate fritte e la tartare di scottona con uovo aromatizzata con senape di Digione, pestato di capperi di Pantelleria e polvere di peperoncino. Abbiamo poi provato un primo piatto tipico della zona di Monno, le piode della Valle Camonica con funghi porcini freschissimi. E un piatto vegano, il veg burger con pomodoro, cipolle caramellate, lattuga, maionese veg e patate dipper. Anche i dolci sono i classici della cucina italiana, entrambi fatti in casa, il tiramisù fresco e la crostata con confettura.
Ci è piaciuto tutto, soprattutto l’attenzione alle esigenze della clientela che da tutta Italia, ma non solo, arriva qui e l’ambiente accogliente che Sara e il suo staff sono riusciti a creare.

Se siete alla ricerca di un luogo dove godersi la natura e una meravigliosa vista sul lago d’Iseo, oggi vi consigliamo l...
19/08/2024

Se siete alla ricerca di un luogo dove godersi la natura e una meravigliosa vista sul lago d’Iseo, oggi vi consigliamo l’agriturismo e azienda agricola , associato

Siamo state qui in una calda serata estiva e la leggera brezza ha reso la nostra cena davvero piacevole. L’agriturismo si trova infatti su una collina poco sopra l’abitato di Toline, grazioso borgo sul lago, ai margini del bosco ed è una vera oasi di pace.
La cucina è gustosa e i piatti sono preparati con i prodotti dell’azienda agricola. I salumi, i formaggi, le verdure e altre materie prime di produzione propria.
Noi abbiamo scelto di mangiare tre antipasti, due primi e un secondo. Abbiamo iniziato con un tagliere di salumi con giardiniera nel quale c’erano il lonzino, la bresaola, il salame, la pancetta e la coppa a km zero. Il tagliere di formaggi locali con fatulì (formaggio di capra affumicato, presidio slow food), misto capra, silter e nostrano vaccino con confetture. I trancetti di trota salmonata in carpione con fagiolini e pomodorini. Per primo abbiamo gustato il buonissimo risotto con porcini e salsicca (senza salsiccia in versione vegetariana) e la parmigiana di melanzane. Per secondo piatto abbiamo provato l’agnello dell’allevamento arrosto con patate al forno e polenta.
E infine come dolce abbiamo provato due semifreddi. Il classico ai frutti di bosco e quello più insolito alla liquirizia con salsa al caramello.
Non era la prima volta per noi al Dos del Bec, ci eravamo state ad un paio di matrimoni, ma è sempre bello tornare. Per il luogo, che è incantevole, e per la cucina, che è genuina e gustosa. Il menù è molto più che stagionale e cambia quasi giornalmente il base alle disponibilità delle materie prime.
Inoltre, per chi vuole vivere un’esperienza unica, è anche possibile fare trekking con gli alpaca dell’azienda agricola.

19/07/2024
All’intero della corte Mottinelli, nel centro storico di Edolo, c’è un luogo lontano dal tempo dove i prodotti del terri...
05/07/2024

All’intero della corte Mottinelli, nel centro storico di Edolo, c’è un luogo lontano dal tempo dove i prodotti del territorio sono assoluti protagonisti. Stiamo parlando dell’ , associato
L’ambiente è accogliente e curato. I muri in pietra e le tracce di vecchie botti in cemento raccontano di un luogo che per un secolo è stato una tra le più antiche case vinicole della Valle Camonica.
Marco e Daniela ci hanno accolte raccontandoci la storia del locale, che è un po’ anche la storia della loro vita. Le origini ritrovate, la ristrutturazione e la voglia di distinguersi proponendo piatti tradizionali elaborati in chiave moderna. Ci siamo lasciate guidare in un percorso tra vini km zero e camuni e piatti squisiti. Due gli antipasti che abbiamo provato: lo sformatino ai porri con crema di silter, olio al pomodoro ed erba cipollina e l’uovo cotto a 73° su vellutata di piselli, spuma al silter 36 mesi, polvere di sedano e ortiche fritte. Due anche i primi piatti: i tagliolini al tartufo nero scorzone di Valle Camonica e i fusilloni di pasta fresca all’aglio nero con trota salmonata marinata all’arancia. Abbiamo poi provato la tagliata di cervo con le verdure ai semi. Non avevamo mai mangiato un piatto di selvaggina lavorato in maniera così eccellente.
I dolci strepitosi! Il famoso zabaione al passito di Valle Camonica e frutti di bosco caramellati, in carta fin dall’apertura del locale, e il goloso bounty home made con crema al caffè e gelato al passion fruit.
Alla fine una sorpresa che ci ha lasciate senza parole, l’assaggio di un vino di oltre 70 anni recuperato durante la ristrutturazione che ha assunto le caratteristiche di un vino liquoroso.
L’ è il posto perfetto per lasciarsi guidare in un viaggio di scoperta tra piatti di qualità, vini locali e curiosità da scoprire.
Assolutamente consigliato!

Se state cercando un posto dove gustare piatti tipici della tradizione montanara, abbiamo quello che fa per voi. Oggi vi...
21/06/2024

Se state cercando un posto dove gustare piatti tipici della tradizione montanara, abbiamo quello che fa per voi. Oggi vi portiamo, insieme all’associazione , al ristorante . Situato di fronte al palazzetto dello sport, questo locale informale e accogliente offre una cucina caratterizzata da piatti tipici di montagna, sia locali, come i rinomati calsù alla dalignese, sia regionali, come i tradizionali pizzoccheri valtellinesi.
Abbiamo scelto quattro portate per esplorare i sapori della montagna in diverse forme: l’antipasto di verdure, il risotto alle ortiche con speck croccante, il filetto di trota con zucchine e pomodorini, e le costolette di cervo con funghi porcini e bacche di ginepro.
Non abbiamo rinunciato, come al solito, al dolce. Il tiramisù, preparato con i savoiardi, come da tradizione, e la crema allo zabaione con crumble di torroncino, davvero squisita.
Il ristorante pizzeria ci è piaciuto perché incarna perfettamente il ristorante di montagna dove i sapori sono ancora genuini e le porzioni abbondanti.

Letteralmente significa locanda. E storicamente i “Kro” nascono per questo. Ma se oggi vi parliamo del  di Pontagna di T...
04/04/2024

Letteralmente significa locanda. E storicamente i “Kro” nascono per questo. Ma se oggi vi parliamo del di Pontagna di Temù non possiamo limitarci a questo. Il locale associato è una vera perla nella gastronomia dell’alta valle, che merita il tempo dell’attesa per trovare un tavolo libero. Situato nel nucleo storico della frazione, conserva la tipicità del posto nel locale con involti a pietra e nell’arredamento in legno, ma si spinge a sperimentare una cucina che mixa tradizione e innovazione. Radici nel passato e occhi sul futuro, in ogni singolo piatto. Li abbiamo trovati nel cappuccino di funghi porcini con brioche di farina integrale, nel baccalà con pistacchio, patate e maionese all’aglio nero, nell’uovo 63 con cavolo nero, tartufo e Bitto e nel piatto di lumache, pomodori secchi e bagna càuda che abbiamo scelto come antipasti. E in tutti i piatti a seguire che abbiamo gustato ed apprezzato, nel mix mai banale che a tavola riesce a far incontrare la e le vallate confinanti. Delicate le linguine con salmerino e ricotta affumicata, deciso il risotto in ricordo della “casoeula”, centrato l’abbinamento tra i merluzzo, il pepe di Timut, la rapa rossa, il frutto della passione e i broccoli e una certezza lo scamone di Angus con la fonduta di formaggi al tartufo e patate schiacciate. Per lo più innovativi i dolci: dall’ile flottante con crema inglese, mandorle tostate e caramello all’arancia, alla mela con ginepro, camomilla e noci fino al Kroccante, il dolce del locale tutto da scoprire. Tra le particolarità del locale, la possibilità di scegliere il tavolo a due nella cantina o quello particolarissimo dentro una mini-casa tutta in legno.

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Via Italia 8

25043

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