04/07/2022
ALBICOCCHE, PESCHE, PRUGNE …
non ne mangeremo fresche per tutto l’anno, ma possiamo metterle in barattolo adesso.
Dunque, facciamo la confettura!
Per prima cosa spieghiamo subito che tutte le conserve di frutta che si spalmano sul pane o che farciscono torte e crostate non si chiamano marmellate, ma confetture.
Le uniche che di diritto possono dirsi "marmellate" sono quelle a base di agrumi, tenetelo a mente.
Quindi albicocche, pesche, prugne, mele e fragole fanno la confettura, mentre limone, arancia, pompelmo e mandarino la marmellata.
La differenza tra confettura e marmellata sta anche nella percentuale di zucchero utilizzato oltre che negli ingredienti, ma la preparazione è la stessa.
Prima di iniziare a cucinare, però, sterilizziamo.
Il metodo più veloce: mettete 2 dita di acqua in ogni barattolo e riponete il tutto senza tappi nel microonde. Lasciate scaldare per circa 2 minuti fino ad ebollizione.
Estraete i barattoli e gettate l'acqua.
Metteteli ad asciugare naturalmente capovolti su di un canovaccio pulito.
A questo punto non vi resta che scegliere della frutta matura non trattata, prendere un pentolone dai bordi alti e un cucchiaio di legno e mettervi di buona lena a tagliare e mescolare per un’ora almeno.
La regola è più o meno sempre la stessa: per ogni kg di frutta lavata e pulita, utilizzate la metà o anche meno di zucchero e un po’ di succo di limone.
Se la confettura resta troppo liquida, aggiungete la buccia di una mela che agisce da pectina naturale.
Detto questo, potete arricchire la ricetta base come preferite, con le spezie e gli aromi che più vi piacciono.
La confettura è pronta quando versandola su un piatto resta attaccata e non liquida.
Questo sistema è l’unico sicuro.
A questo punto riempite dei vasetti ben sterilizzati, chiudete con un coperchio e capovolgeteli finché non saranno freddi.
Etichettate sempre le vostre confetture sia per ricordarvi gli ingredienti utilizzati sia per regolarvi sulla scadenza che in genere equivale a non più di un anno.
Buon lavoro!