Tutte le ricette sono inedite, sperimentate e realizzate dal vivo da Ada Buzzi. Due amiche, Ada Buzzi e Denise Albert, stanche per l’immobilita’ del Lockdown, approfondiscono i campi legati alle loro passioni. Sentirsi al telefono, su Facebook e sui social è diventato normale, non è più normale invece fare ciò che a loro è sempre piaciuto, passeggiare nel tempo libero nella natura o per negozi e m
usei. Veramente non siamo proprio in due, c'è un gruppo piuttosto esteso di persone in attesa di incontrarsi di nuovo secondo quelle piccole abitudini che ci piacciono! Per una le passioni sono il giardinaggio, la cucina, l'arte, per l'altra la lettura, l'arte, lo sport. Professoresse per i nostri allievi, innamorate della cultura e del bello. Sono io Denise che ammiro la mia amica per le cose buone che fa in cucina, e sono io Ada che ammiro Denise perché conosce bene l'arte. Andare al museo non si può, cucinare si, accidenti ! Molte persone si sono messe a far torte e a fare il pane pur di impegnare il tempo trascorso in casa… Anche i familiari sono diventati più esigenti, vogliono assaggiare i prodotti più sani, le ricette più elaborate. Sensazioni, gusti, abitudini, reazioni, parole stanno mutando, mutano sì, come se il tempo che si vive oggi, sia improvvisamente rallentato. I pensieri, i progetti diventano liquidi, se non fai in fretta a metterli nel contenitore giusto, a conservarli, proprio come nei vasetti dei sottaceti e nei diari di quando eri adolescente si perdono. È diffusa questa aria adolescenziale: azioni di impulso, noia, incertezza, fantasia, nervosismo, speranza, capricci, fame, ribellione, depressione, energia. Mancano invece i momenti sicuri, la sincerità, la progettualità, il benessere, l’impegno, la gioia, la cooperazione. Dilagano fra gli adulti la rabbia e il rancore, il nervosismo, l’indecisione, e insieme però anche la pazienza, la sofferenza e la riflessione. La forza che ci faceva scrivere i diari appassionati non c’è. Conservare la speranza acchiapparla perché è dentro di noi è una nuova impresa. Come camminare, navigare esplorare.
� Di tutti questi ingredienti, miscuglio tormentoso, io e Denise abbiamo deciso di usarne tre: l’energia, la pazienza e la riflessione. Un po’ sportive, un po’ estete e un po’ testarde. Quindi seguitici nelle nostre avventure tra l’arte e la cucina il giardinaggio le letture e lo sport, tra parentesi quello riservato alle mura domestiche, chiusa la parentesi.
� Finito il periodo di reclusione, felici, proviamo ad immaginare. Abbiamo letto e scritto tante pagine, abbiamo scoperto, sperimentato, lavorato e ci siamo anche divertite. Dapprima abbiamo fantasticato su un “Museo disordinato” sicuramente semiserio visto che si è realizzato tra telefonino, cucina e corse del cane. Cioè nei momenti in cui la testa vuol liberarsi leggera. Fuori vediamo lavoro, gente correre per recuperare il tempo, e poca convinzione ancora. Questo viaggio senza raggiungere una meta ci ha stancato tutti. Si affaccia un’energia nuova e contraddittoria. Un senso della vita più consapevole e un altro prepotente. Ci accompagnano da ogni parte speranza e paura, ma stanno insieme e vorremmo che vincesse la speranza. Arte fotografia cibo... conserviamo le nostre passioni e condividiamole.
� �Nel cibo c’è un linguaggio di necessità vitale per la materia, ma anche per lo spirito: estetica materiale, senso del meno e del più, del buono e del non buono, del ricco e del povero, della bellezza e del vuoto, dell’affetto e della nullità, della sazietà e del sacrificio.
� Il cibo entra per forza ogni giorno nell’esistenza, entra ed è entrato sempre anche nel mondo dell’artista come obbligo del gesto quotidiano, come risorsa del momento, della storia che si svolge, che si colora d’improvviso come parte nel contesto del territorio o dell’epoca. In ciò che riesci a vedere complessivamente non sfuggono i momenti, si fissano nell’insieme anche nascosti, ma li vedi sono veri ed espressivi. Immagini, segni, sentieri, tracce, impronte che andiamo a cercare, con pazienza, curiose e pettegole magari, cerchiamo i significati che a volte sorvoliamo perché racchiusi nell’opera dentro un museo e nel contesto del racconto dipinto. Il fotografo usa lo sguardo come obiettivo per scegliere il profilo dell’immagine. Facciamo così, usiamo gli sguardi. La fotografia li traduce. L’artista quando realizza un dipinto traspone la realtà, la cornice è il quadro quando si compie. Entriamo nella visione...
Vorremmo cercare di vedere un’opera con un obiettivo penetrante non trasversale, al museo si va a vedere di solito una collezione ed invece ti trovi a fare scoperte come nello stato d’animo di un esploratore ricercando qualcosa che non hai ancora visto. Avete notato che il cibo è spesso rappresentato nell’arte? Pittori e scultori nei secoli si sono prodigati a raffigurarlo, nei dipinti e nelle sculture, come natura morta oppure come simbolo, decorazione, elemento di esercitazione.