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Rigenerare significa restituire valore.In architettura, il punto di partenza è ciò che esiste. La struttura costruita e ...
03/08/2026

Rigenerare significa restituire valore.

In architettura, il punto di partenza è ciò che esiste. La struttura costruita e i suoi materiali, insieme alla luce e alla memoria del luogo, diventano risorse di progetto.

Negli interni, rigenerare vuol dire intervenire dove lo spazio incide sulla vita quotidiana: rendere più chiara la distribuzione, usare meglio la luce naturale, ridurre il rumore, scegliere materiali durevoli e permettere agli ambienti di cambiare nel tempo.

A volte si conserva. Altre volte si sottrae, si apre o si ricostruisce. Conta il bilancio: quante risorse richiede l’edificio, quanto può durare e cosa restituisce a chi lo abita.

Per BIOMA, questo bilancio viene prima dello stile.

Più relazione con il luogo, più qualità ambientale, più benessere per chi abita.

Ad agosto cerchiamo un albero quando la sua ombra è già lì e il selciato restituisce calore alle caviglie.Quell’ombra, p...
01/08/2026

Ad agosto cerchiamo un albero quando la sua ombra è già lì e il selciato restituisce calore alle caviglie.

Quell’ombra, però, non nasce il giorno della piantagione. È il risultato di anni in cui radici, suolo, acqua, specie e gestione hanno funzionato insieme.

Il numero delle messe a dimora racconta l’inizio. La chioma matura racconta il risultato.

Un albero collocato in un terreno compattato, con poco spazio radicale e senza una cura adeguata durante l’attecchimento difficilmente potrà restituire tutto ciò che gli chiediamo: ombra, comfort, habitat e qualità dello spazio pubblico.

Quando l’ombra è urgente, può essere sensato valutare esemplari di maggiore taglia, con una chioma già sviluppata. Possono offrire una quota d’ombra utile prima, ma comportano costi più elevati, movimentazione e impianto più complessi e possono richiedere un attecchimento più lungo e delicato. Anche in questo caso, qualità vivaistica, specie, volume di suolo e programma di cura restano decisivi.

Per BIOMA progettare un albero urbano significa disegnare anche la parte che non vedremo: il volume radicale, la relazione con la pavimentazione, l’acqua disponibile, le interferenze e il programma di gestione.

Significa anche superare l’albero isolato e lavorare con comunità vegetali capaci di rispondere insieme alle condizioni della strada.

Nella tua città, quale condizione manca più spesso?

Suolo, acqua, specie o gestione?

Scrivilo nei commenti indicando la città. Il problema più citato diventerà il prossimo approfondimento.

Oggi, 30 luglio, è l’Earth Overshoot Day.In soli sette mesi abbiamo consumato le risorse e i servizi ecologici che la Te...
30/07/2026

Oggi, 30 luglio, è l’Earth Overshoot Day.

In soli sette mesi abbiamo consumato le risorse e i servizi ecologici che la Terra può rigenerare in un anno. Usiamo la natura il 73% più velocemente di quanto gli ecosistemi riescano a rinnovarsi, come se avessimo 1,73 pianeti.

Anche il modo in cui progettiamo il verde fa parte di questo bilancio.

Il prato sintetico promette un verde sempre uguale e apparentemente senza manutenzione. Ma nasconde altri costi:

• richiede materie prime, energia, produzione e trasporto;
• sotto il sole può raggiungere temperature molto superiori a quelle di una superficie vegetale;
• calore e irraggiamento possono favorire il rilascio di VOC e altre sostanze;
• può trattenere polvere, residui organici e microrganismi e richiede pulizia;
• l’usura può disperdere fibre plastiche e materiali di intaso;
• molti sistemi tradizionali richiedono processi specializzati di separazione e riciclo.

Il tema riguarda soprattutto i campi sportivi, dove esigenze tecniche specifiche possono rendere necessario il sintetico.

In questi casi possiamo incentivare sistemi monomateriale più facilmente riciclabili, superfici senza intasi plastici, intasi organici e filiere che garantiscano ritiro, tracciabilità e recupero a fine vita.

Dire che un prodotto è “riciclabile” non basta. Bisogna sapere dove verrà trattato, quanto materiale sarà realmente recuperato e in quali prodotti verrà trasformato.

Per giardini, spazi pubblici e superfici senza esigenze sportive o tecniche, la domanda è più semplice: abbiamo davvero bisogno di sostituire un ecosistema con un tappeto di plastica?

Possiamo progettare prati misti, praterie spontanee, tappezzanti adatte al clima e aree a sfalcio ridotto. Percorsi, margini curati e sfalci selettivi rendono leggibile il progetto senza cancellarne la spontaneità.

Un prato vivo cambia con le stagioni. Ospita insetti, protegge il suolo e contribuisce al raffrescamento.

Non tutto ciò che è verde è natura.

E tu da che parte stai?

Alle quattro il terrazzo è già vuoto.Sul tavolo è rimasto un bicchiere. La pietra restituisce il calore, la tenda ripara...
27/07/2026

Alle quattro il terrazzo è già vuoto.

Sul tavolo è rimasto un bicchiere. La pietra restituisce il calore, la tenda ripara dall’alto. Più tardi il sole scende a ovest, passa di lato e abbaglia.

In planimetria funzionava. Poi è arrivato luglio.

L’ombra va verificata durante la giornata e nei diversi periodi dell’anno. Una tenda può bastare in primavera e lasciare scoperto lo stesso tavolo in estate. Alle 16 il problema è il calore; verso sera cambia l’angolo del sole.

Solo dopo scegliamo schermature e piante. Qui un Cercis siliquastrum filtra la luce bassa. Le graminacee, sotto, lasciano passare l’aria.

Le immagini sono una simulazione di progetto BIOMA.

A che ora si svuota il tuo terrazzo?

C’è un bar a Roma, nel rione Monti, con una facciata che sembra attirare i clienti da sola.Non è grande.Non ha insegne v...
22/07/2026

C’è un bar a Roma, nel rione Monti, con una facciata che sembra attirare i clienti da sola.

Non è grande.
Non ha insegne vistose o luminose.
Eppure c’è sempre qualcuno che si ferma, guarda, entra.

Certi luoghi non ti convincono con una promessa.
Ti attirano con una presenza.

La porta, la luce calda dentro, il piccolo tavolo fuori, la pietra della strada, le foglie che fanno da pelle all’edificio.

Un bar non ha bisogno di una facciata vegetale per funzionare.
Ci sono locali bellissimi fatti di vetro, neon, metallo, insegne forti, segni grafici netti.

Ma quando una pianta diventa parte dell’identità di un luogo, sta raccontando una storia prima ancora che tu entri.

Ti dice che quel posto ha un ritmo.

Perché un ospite può scegliere un locale per il menu, per il prezzo, per la posizione, per una recensione.
Ma può ricordarlo per una sensazione.

Una facciata.
Una luce.
Un materiale.
Una pianta.
Un profumo.
Un’ombra.

Il progetto inizia nel momento esatto in cui qualcosa, da fuori, ti fa rallentare.

Non sempre deve essere una facciata coperta di rampicanti.
Può essere un patio, una soglia ombreggiata, una parete materica, vegetazione scelta bene, un frammento di paesaggio che racconta il carattere del locale.

La vera domanda è questa:
il tuo spazio si riconosce prima ancora di entrare?

Contare gli alberi piantati è il modo elegante di non misurare niente.Le città investono miliardi nel verde urbano, ma p...
20/07/2026

Contare gli alberi piantati è il modo elegante di non misurare niente.

Le città investono miliardi nel verde urbano, ma più alberi non significano automaticamente più fresco.

Uno studio condotto da Mohammad A. Rahman a Melbourne, Monaco e Hong Kong mostra che la stessa quantità di vegetazione può produrre risultati molto diversi a seconda di clima, densità, ventilazione, specie e posizione.

A Melbourne, gli alberi giusti hanno ridotto fino a 18°C il calore radiante ricevuto dal corpo.

A Monaco, una vegetazione stratificata tra alberi, arbusti e coprisuolo ha ridotto di quasi 8°C lo stress termico pomeridiano.

A Hong Kong, invece, una vegetazione troppo f***a può trattenere umidità e ridurre il comfort.

Il punto non è aggiungere solo più verde.

È progettare il verde come una vera infrastruttura microclimatica, mettendo in relazione clima, orientamento, vento, acqua, suolo, specie e uso reale dello spazio.

Perché il verde diventa comfort solo quando ha una regia coordinata.

Ascoltare il luogo significa iniziare un progetto senza imporre subito una forma.Significa osservare come entra la luce,...
16/07/2026

Ascoltare il luogo significa iniziare un progetto senza imporre subito una forma.

Significa osservare come entra la luce, dove si accumula il calore, quali materiali appartengono già al paesaggio, come scorrono l’acqua e il vento, quali visuali meritano di essere aperte e quali invece protette.

In BIOMA partiamo da ciò che il luogo può già offrire. L’architettura non diventa un oggetto isolato, ma un sistema capace di dialogare con il clima, la vegetazione, le persone e il tempo.

Progettare bene, per noi, significa trasformare i vincoli in risorse e costruire spazi che sembrino appartenere al luogo da sempre, pur rispondendo alle esigenze di oggi.

Se il momento di pausa si consuma in un angolo di balcone, tra motori dei condizionatori e superfici riscaldate, non sti...
15/07/2026

Se il momento di pausa si consuma in un angolo di balcone, tra motori dei condizionatori e superfici riscaldate, non stiamo parlando di benessere.

Anche la pausa ha bisogno di qualità!

Con BIOMA progettiamo spazi di lavoro in cui anche i momenti di pausa abbiano comfort, dignità e qualità.

Il pavimento può essere un paesaggio.È la superficie che attraversiamo ogni giorno senza quasi guardarla. Eppure influen...
13/07/2026

Il pavimento può essere un paesaggio.

È la superficie che attraversiamo ogni giorno senza quasi guardarla. Eppure influenza il modo in cui la luce si diffonde, i materiali dialogano e lo spazio viene percepito.

I pavimenti continui naturali riducono le interruzioni visive e costruiscono una base calma, coerente e materica. Ma non sono tutti uguali.

Il cocciopesto porta con sé un carattere caldo, minerale e artigianale.

L’argilla crea superfici morbide, opache e sensoriali.

Il linoleum naturale offre elasticità, comfort e una sorprendente qualità tattile.

La scelta non dipende soltanto dal colore o dalla texture. Bisogna valutare l’uso dello spazio, l’umidità, il supporto, la stratigrafia e la manutenzione nel tempo.

Quando superficie, luce, arredi e vegetazione vengono progettati insieme, il pavimento smette di essere uno sfondo e diventa parte dell’atmosfera del luogo.

Salva il post se stai progettando uno spazio più naturale.

Per una consulenza sul tuo progetto, scrivici in DM o a [email protected]

Un luogo comincia a influenzarti prima ancora che tu te ne accorgaPer anni abbiamo raccontato il nostro lavoro dicendo c...
11/07/2026

Un luogo comincia a influenzarti prima ancora che tu te ne accorga

Per anni abbiamo raccontato il nostro lavoro dicendo che certi spazi “fanno stare bene”.
Era vero. Ma era incompleto.

Oggi la neuroscienza applicata all’architettura sta rendendo più chiaro e misurabile ciò che per noi è sempre stato il punto di partenza: luce, aria, rumore, temperatura, materiali e proporzioni non sono uno sfondo neutro.

Entrano ogni giorno nel modo in cui il corpo regola attenzione, stress, orientamento, riposo e senso di sicurezza.

E quando trascorriamo fino al 90% della nostra vita al chiuso, il modo in cui un luogo agisce su di noi smette di essere un dettaglio.
Nelle slide abbiamo raccolto alcuni dei dati più significativi e ciò che cambia quando si progetta considerando il sistema nervoso, non soltanto l’immagine.

Ora pensa al luogo in cui trascorri più ore.

Ti sostiene, ti affatica o semplicemente non ci hai mai fatto caso?

Descrivilo con una sola parola nei commenti.

# HealthyBuildings

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