27/10/2026
Spesso mi è stata posta una domanda.
Come è nata la mia passione per l'arte presepiale?
Vi racconto come è iniziato il mio percorso verso quest'arte.
Da bambino, a San Giorgio a Cremano, vedevo mio padre costruirli.
Non erano presepi, erano stanze. 5 metri di lunghezza per 3 di altezza. Ogni anno entravo e per me era sempre la prima volta. Ogni anno era diverso. Ogni anno era una novità.
8 anni fa mio padre è venuto a mancare.
In quel momento ho preso una decisione: la sua passione non poteva finire con lui.
Ho iniziato io. Giovane, con le sue mani nella mia testa. Volevo dare un segnale: il presepe non è una cosa da vecchi. È una tradizione napoletana che non muore mai. E non volevo che la tradizione della mia famiglia terminasse lì.
Dal primo presepe che ho realizzato mi sono fatto una domanda sola, da cliente: cosa guarderei? Quali errori non vorrei vedere? Cosa incanta davvero le persone?
Le risposte me le hanno date gli amici, con i loro consigli. Un presepe attira se è dettagliato. Se è curato in ogni suo aspetto. Per questo ho perfezionato luci, disposizioni, ogni singolo mattoncino.
Le colonne che vedi in ogni mio presepe non sono un caso. Vengono da lui. Nei presepi di mio padre la Natività era quasi sempre un tempio. Ho deciso di replicarlo sempre, così in ogni presepe che consegno c'è un pezzetto della tradizione della mia famiglia.