03/09/2026
Dal profumo di fichi e belle di notte, un po' veneziana, un po' greca, un po' balcanica, Corfú é un'isola senza casette bianche e azzurre, ma con moltissimi ulivi.
Lì i gatti hanno il naso alla greca, più largo e pronunciato dei nostri; ciononostante, questo neoclassicismo non impedisce loro di essere ugualmente socievoli.
I cartelli dei morti sono piccoli e li preferisco. C'é poi la strana usanza di mettere, davanti alle case o ai bordi delle stradine, chiesette in miniatura su dei piedistalli. Ecco anche quelle hanno a che fare coi morti.
Il cibo é ottimo e il mare pure.
Per mangiare bene basta sedersi in una taverna qualunque. Per mangiare benissimo invece bisogna andare al mercato di Corfú, vicino alla vecchia fortezza, e ordinare al baretto senza nome che trovate al centro - quello senza prezzi. È facilmente riconoscibile dal suo oste, un greco parecchio baffuto e allegro, e il suo scudiero che serve ai tavoli. Quattro piatti: memorabili. Ho sempre avuto la convinzione che l'origano renda più amare le pietanze e invece non é così. Solo, non va messo in cottura. Sui calamari fritti é strepitoso, ve lo giuro.
Con la gestione della spazzatura c'é ancora un bel lavorino da fare, ma ci pensano i turisti ad importare la civiltà. Si, era ionico.
Ah, sono famosi anche i kumquat, ma non ho visto piante. Forse non le ho cercate abbastanza.