Alma de Colores è una scuola di artigianato che si rivolge ai ragazzi che frequentano Centro Maya (www.centromayaserviciointegral.org) e che per la loro disabilità non sono riusciti ad inserirsi nel mercato nel lavoro. Transitare da una logica assistenziale ad una educativa, che passi attraverso la valutazione dei profili di funzionamento secondo il modello concettuale ICF, che considera la disabi
lità non come attributo della persona ma come conseguenza della relazione tra la persona ed il suo contesto implica la necessità di agire su quel contesto per ridurre la disabilità; quindi creare delle condizioni ambientali in cui persone con grosse difficoltà di funzioni e strutture corporee possano lavorare, significa ridurre il rischio di svantaggio e marginalità sociale. Le abilità che si sviluppano nel laboratorio sono inizialmente di base, a partire dall’igiene personale, l’orientamento spazio temporale, la distinzione tra tempo lavoro e riposo, e la lotta alla denutrizione che resta la causa principale di disabilità, anche acquisita, in Guatemala. Tutte queste abilità, vengono sviluppate con l’obiettivo di essere poi spese in realtà esterne al Centro intenzionate a contrattare i ragazzi adeguatamente formati. In particolare si realizzano monili con l’utilizzo di:
materiali di riciclo: in Guatemala, come in quasi tutti i paesi del sud del mondo, i contenitori in plastica hanno sostituito troppo rapidamente quelli biodegradabili da sempre usati (foglie di mais, di banano). All’occhio occidentale in visita in quei luoghi, risulta incredibile la quantità di immondizia fatta di carta di patatine, latte, involucri di plastica che tappezza il terreno delle coltivazioni di caffè. Il RI-CICLO di questi scarti (attraverso un processo di semplice ma efficace pulizia e disinfezione), ha il doppio effetto di ridurre il danno ambientale e fornire materiale di lavoro a “costo zero”. elementi naturali: fagioli, mais, semi di caffè etc
perline: molto presenti nelle decorazioni utilizzate dalle donne indigene: cinture, orecchini, braccialetti e collane che le donne producono per sé e per la vendita. Lo studio di una linea dai “gusti occidentali”, ha permesso, nei primi mesi di apertura del laboratorio, la vendita dei prodotti nei luoghi turistici limitrofi al centro(Panajachel, San Marcos, San Pedro, Santa Cruz, Antigua). Il ricavato dalle vendite copre le spese di gestione del progetto, tra cui l’erogazione del gettone di presenza ai ragazzi inseriti. La strategia di vendita è basata:
in Guatemala sulla disponibilità da parte di attività economiche già esistenti (hotel, ristoranti, negozi) di ospitare Stand con esposizione dei prodotti, e materiale divulgativo del progetto. In occidente sull’inserimento nel circuito del commercio equo e solidale ed il contatto con singoli o associazioni desiderose di impegnarsi alla creazione di una rete di vendita solidale.