20/10/2026
Figura femminile presepiale di manifattura napoletana.
Questa intensa figura femminile appartiene alla grande tradizione del presepe napoletano, espressione tra le più alte dell’artigianato barocco e settecentesco. Nella cultura figurativa partenopea, il presepe non era soltanto devozione: diventava teatro, osservazione della vita quotidiana e racconto di affetti, gesti e passioni umane.
Il volto colpisce per la rara forza espressiva: la bocca appena dischiusa, con i denti visibili, lo sguardo rivolto al cielo e la tensione dei tendini del collo costruiscono un’immagine di profondo patetismo. La modellazione della testa, di notevole plasticità, restituisce una presenza viva e drammatica, lontana da ogni convenzione decorativa.
L’impostazione teatrale e il naturalismo della resa rimandano alla grande scuola scultorea barocca napoletana e al linguaggio di maestri attivi tra la seconda metà del XVIII secolo e i primi anni dell’Ottocento. Anche l’abbigliamento, con la stratificazione dei tessuti e l’armonia cromatica, contribuisce a definire il carattere narrativo e scenografico della figura.
Un’opera che racchiude la straordinaria capacità del presepe napoletano di trasformare la materia in emozione e racconto.
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Roberto Lorìa Antiquariato
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