11/04/2026
Ci sono due Charles Leclerc.
C’è il ragazzo col sorriso pulito, quello che si emoziona, che si sposa e che suona il pianoforte per spegnere il rumore del mondo.
E poi c’è il pilota.
Quello che abbassa la visiera, isola la mente e lascia l'umanità fuori dall'abitacolo.
"Devi solo andare col cuore, con l'intuizione e basta".
Lo ha raccontato al , svelando cosa si nasconde davvero nella testa di chi guida la Ferrari.
La paura? Non esiste.
Se ci fosse, dice lui, smetterebbe di correre all'istante.
Lì dentro, a 300 all'ora, c’è spazio solo per l'adrenalina e per la fame di vittoria.
Eppure, persino la corazza del Predestinato ha ceduto sotto il peso dei sentimenti.
Due sole volte in tutta la sua vita, l'uomo ha sconfitto il pilota mente era al volante: Monza 2019 e Monaco 2024.
Le due vittorie più sacre.
Una per il popolo rosso che lo ama come un figlio;
l'altra sulle strade di casa, proprio lì dove da bambino aspettava l'autobus sognando un giorno di diventare un eroe.
In quelle due occasioni storiche ha confessato che le lacrime e l'emozione erano così forti da annebbiargli la vista a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi.
Ma il vero capolavoro di Charles non sono le pole position o le staccate al limite della fisica.
È la sua meravigliosa, incrollabile resilienza.
È un ragazzo che ha dovuto imparare a fare i conti col dolore molto prima di poter stringere tra le mani la felicità.
Leclerc corre da sempre con tre anime nell'abitacolo.
La sua, quella del suo papà Hervé e quella del suo padrino sportivo Jules Bianchi.
E quando gli si chiede da dove arriva la spinta per superare ogni ostacolo, la risposta spezza il cuore e ci fa innamorare di lui ancora di più:
"Continuare a farli sorridere da lassù".
Finché ci sarà lui al volante, la Ferrari non avrà solo un pilota fenomenale, ma un'anima straordinaria.
A te, Charles.
Campione spietato in pista, meraviglioso essere umano fuori.