G- Experience

G- Experience Art Design e realizzazione di oggetti emozionali con funzione di seduta BENVENUTO IN G-EXPERIENCE! Qui ingegno e creatività puntano alla bellezza.

Gexp racconta l’Italia, il più bel posto del mondo. Sentiamo il dovere e il privilegio di portare un po’ della sua ricchezza in tutto ciò che facciamo. I nostri Maestri hanno scelto di creare oggetti di art design che coniugano la grande tradizione della manifattura italiana con quella creatività che ha reso questo Paese il luogo d’adozione di tanti artisti da tutto il mondo. Mettiti comodo con Ge

xp e goditi la bella vita! IL MANIFESTO

Nel 1909 un gruppo di intellettuali e artisti pubblicavano il Manifesto del Futurismo. Quegli uomini ci hanno insegnato a non accontentarci, a sovvertire le regole e ad affidarci alle possibilità che l’ingegno sa aprirci. Nel 2012 un nuovo gruppo di creativi di cui faceva parte Diego Maria Gugliermetto ha pubblicato il Manifesto del Design italiano, per rilanciare istanze innovative e alchimie straordinarie con l’obiettivo di superare le noiose e rigorose regole del marketing internazionale e dello stile per tutti a tutti i costi. Gexp traccia forme per il cambiamento, per chi vede la forma oltre gli oggetti. FAMIGLIA, RIVOLUZIONI, COLORI

IL PROGETTO

Riproporre a designer, artigiani ed artisti che hanno segnato un epoca, un think tank votato all’art design. Un laboratorio di idee e libertà di pensiero dove sperimentare e ritrovare ancora una volta la necessità e la forza vitale che si muove in tutti quei segni che desiderano essere anticonvenzionali.

“A Torino facevamo la storia del design e non lo sapevamo… ma ci divertivamo un mondo! Come l’ultimo giorni di scuola, pieno di passione per il futuro e orgoglio per il passato. Una voglia di fare musica con le forme ed i materiali. La maturità del tempo, di questi anni di lavoro e tentativi riusciti o falliti, ha affinato il nostro pensare.”
Non smetteremo di divertirci. Promesso.
- Piero Gugliermetto, Guido Gugliermetto


LA STORIA

Grosso è un piccolo paese del canavese, poco distante da Torino, con una forte connotazione artigianale di sediai e mobilieri. A Grosso, la famiglia Gugliermetto, di cui fanno parte quattro fratelli, Francesco, Giuseppe, Guido e Piero, ha coniato l’acronimo Mobilgufram, poi variato in Multigufram ed infine semplicemente Gufram (Gugliermetto Fratelli Arredamenti Moderni, ceduta poi nel 2004 alla Poltrona Frau) – decide di mettersi a produrre mobili moderni a discapito di elementi d’arredo in stile classico, mettendo mano ad una tradizione famigliare avviata da generazioni. Già dal 1953 i quattro ragazzi, appena ventenni, si fanno notare per una vetrina "scandalosa” : la loro poltrona “Ginetta” rivestita addirittura in bicolore con schienale e sedile rossi, braccioli neri, ed illuminata da faretti. Una vetrina scandalosa per quei tempi di da salotti buoni. Fin da quel momento avevano le idee chiare. Il 1958 segna la prima uscita ufficiale. Il luogo è il Palazzo delle Esposizioni a Torino, l’occasione è una mostra del mobile artistico piemontese. Il comitato d’onore, riunito per l’occasione, e formato, tra gli altri, da Felice Casorati, Valdo Fusi e Otto Maraini, ha il compito di giudicare. Anche i Gugliermetto hanno il loro stand: porta il numero venticinque e il nome di Francesco Gugliermetti – con la “i” non ancora caduta – fabbrica di divani e poltrone. Moderno è l’accezione che per Francesco, Giuseppe, Guido e Piero Gugliermetto, segna il superamento della tradizione grazie all‘uso di materiali con i quali è possibile sperimentare nuove forme e altrettanti significati. Uno di questi è la gommapiuma “Pirelli Sapsa”, utilizzata per primi negli imbottiti prodotti. Saranno gli anni Sessanta a confermare l’importante svolta realizzata dall’azienda, grazie anche alla strategia economica e produttiva messa in atto attraverso la collaborazione con le avanguardie torinesi. Il percorso tracciato dai fratelli Gugliermetto s’inserisce in un contesto storico-culturale che, al di là dei confini nazionali, stava arricchendo il campo dell’arte con appariscenti messaggi della pubblicità di massa, decretando l’ingresso trionfale della “merce” e dei prodotti nel quotidiano, attraverso l’effetto “evocativo”. In questo clima, in Italia, città come Torino, sede di Facoltà di Architettura, diventano ciascuna punto di partenza per gruppi di artisti-designer che, lavorando sistematicamente per la prima volta con piccole aziende di tradizione artigianale-industriale, sperimentano e scoprono le potenzialità espressive di materiali come il poliuretano espanso, di morbida duttilità, che bene si presta a creare “realtà nuove”, attraverso suggestioni di forme, che cambiano natura ed assumono un diverso e più forte significato. I Gugliermentto nella loro lunga carriera hanno collaborato con alcuni tra i più importanti artisti e autori del design italiano: Pietro Raimondi, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, il gruppo Strum con Piero Derossi, Giorgio Ceretti e Roberto Rosso, lo Studio 65 con Gianni Arnaudo, Franco Audrito, Nanà Sampaniotou, Ferruccio Tartaglia, Giancarlo Paci e altri studenti, Franco Mello e Guido Drocco, Giorgio De Ferrari, Gino Bistagnino, Gianni Pettena, Roberto Lazzeroni, Angelo Cusimano, Joachim De Barros, De Pas, D’Urbino, Lomazzi, Gaetano Pesce e molti altri. La storia dell’azienda da loro fondata è su tutti i libri di design e conosciuta da ogni appassionato. La nuova sfida, per l’ultima generazione di Gugliermentto è scrivere i capitoli di un altro inizio.

Indirizzo

Via Fraschetti 27
Balangero
10070

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