04/09/2026
Finalmente questa estate sono riuscita a realizzare uno dei miei desideri, visitare la casa di Monet a Giverny e a scattare diverse foto sia del giardino che dei meravigliosi interni.
La collezione di stampe giapponesi, che tanto hanno ispirato la sua pittura, si sposano a meraviglia con i mobili laccati e con le pareti dipinte coloratissime, e l’insieme di casa, mobili e pareti, quadri del pittore e stampe giapponesi, oggetti, tessuti e piastrelle, giardino, lago e fiori, creano un insieme inestricabile e armonioso, nel quale é impossibile distinguere cosa cos’è ispirazione e cosa arte. Alla fine mi sono convinta che forse la domanda non ha senso, e che per Monet ciò che ha creato lui, ciò che hanno creato altri artisti o artigiani, e ciò che creato la natura, sono un tutt’uno. In questo cosmo la sua anima sembra persistere più viva e più palpitante che mai.
Sicuramente l’esperienza diretta può far intuire questa sensazione più che osservare delle fotografie, per rispondere a un commento che mi é stato fatto a un precedente carosello che ho dedicato alle case degli artisti.
Invece dal vivo, in mezzo alla folla di visitatori che magicamente sono riuscita a escludere da questi scatti, una pedante signora francese mi ha preso in giro perché continuavo a scattare foto come i tanti giapponesi attorno a me, dicendomi « la smetta di fotografare, dovreste piuttosto trattenere e capire con la mente! ». Credo sia rimasta piuttosto sorpresa quando gentilmente le ho risposto nel mio ottimo francese, che invece fare foto é anch’esso un atto creativo, che non impedisce, ma anzi approfondisce la comprensione di ciò che si osserva. Alla fine mi ha dato ragione, quasi scusandosi.
il fatto di fotografare, anch’esso é un modo di partecipare (almeno per me) a questo universo creativo in un gioco infinito di rimandi… esperienza comprensione e rappresentazione si arricchiscono a vicenda in una somma e mai in una sottrazione.
Maison et jardins de Claude Monet à Giverny