Gio's e Art - Emozioni Artigianali

Gio's e Art - Emozioni Artigianali 🌀 Carta che si fa arte, anima e ispirazione
🌱 Per chi ama lentezza, bellezza e valore
💫 Emozioni da toccare con mano 👇🏻

Artigiana della carta, realizzo accessori per arredamento ecosostenibili. Gli accessori d'arredo sono eseguiti con la tecnica, millenaria, dell'intreccio della paglia (e vimini) ma utilizzando, in questo caso, la carta riciclata. Ogni pezzo ha il suo certificato d'autenticità.

Quante delle cose che oggi chiami “sono fatta così” sono davvero te… e quante cose sono, invece, modi che hai imparato p...
01/09/2026

Quante delle cose che oggi chiami “sono fatta così” sono davvero te… e quante cose sono, invece, modi che hai imparato per proteggerti?

Da questa domanda passa una parte importante di Quando il corpo smette di difendersi.

Un libro che attraversa il rapporto tra corpo e relazioni e utilizza il secondo chakra come filo conduttore per parlare di confini, desiderio, piacere, capacità di ricevere e di tutte quelle forme di protezione che, in un momento della nostra vita, possono esserci servite.

Ma cosa succede quando continuiamo a proteggerci anche quando non ne abbiamo più bisogno?

Il 18 settembre ne parleremo insieme a Padova.

Entreremo nei temi del libro, nel modo in cui il corpo può reagire prima ancora che riusciamo a comprendere razionalmente ciò che sta accadendo e in quella differenza, spesso sottile, tra ciò che siamo e ciò che abbiamo imparato a fare per proteggerci.

Vi racconterò anche cosa c’è dietro queste pagine e leggerò alcuni passaggi del libro.

Non per cercare relazioni perfette.

Ma per tornare a relazioni vive, nelle quali essere in relazione con l’altro non significhi perdere il contatto con noi stessi.

18 settembre 2026 · ore 18:30
Bastione Alicorno · Padova
Ingresso: Giardini Alicorno dal Piazzale Santa Croce

Al termine della presentazione ci sarà spazio per le vostre domande e per il firmacopie.

LE LÙAR DELLA GIÒ.Non sono nate perché mancavano lampade ma sono nate perché continuavo a vedere materia che aveva ancor...
22/08/2026

LE LÙAR DELLA GIÒ.

Non sono nate perché mancavano lampade ma sono nate perché continuavo a vedere materia che aveva ancora qualcosa da dire.

Una bottiglia finita.
Carta già letta.
Materiali che normalmente avrebbero concluso lì la loro storia.

Io li guardo e penso sempre la stessa cosa:

non hanno finito.

La carta diventa cannuccia.
La cannuccia diventa intreccio.
L’intreccio incontra una bottiglia recuperata.

E poi arriva la luce.

È lì che per me succede qualcosa di importante: ciò che era destinato a essere scartato non viene semplicemente riutilizzato.

🌀Cambia funzione, cambia presenza, cambia il modo in cui abita uno spazio.

Già dal principio le ho chiamate LÙAR.

Sono le lampade di Giò’s e Art, costruite una alla volta, senza cercare di renderle identiche.

Perché la materia recuperata porta già con sé delle differenze e io non voglio cancellarle.

Voglio trasformarle.

LÙAR.
Luce nata da materia trasformata.

Forse è proprio questo che mi interessa da sempre: vedere cosa può ancora diventare qualcosa che sembrava aver già finito il suo compito.





📍 LA MATERIA LASCIA TRACCE.Quando intreccio la carta, non cerco di farle dimenticare ciò che era o di nasconderla:qualch...
13/08/2026

📍 LA MATERIA LASCIA TRACCE.

Quando intreccio la carta, non cerco di farle dimenticare ciò che era o di nasconderla:
qualche volta rimane una parola.. un bordo più scuro, una piega, una parte stampata che compare proprio dove non l’avevo progettata o pensata.

Sì certo, potrei cercare di uniformare tutto ma il punto è che perderei proprio quello che mi interessa.

Perché quando un materiale viene trasformato, non deve per forza sembrare nuovo.

Può continuare a raccontare da dove arriva.

È una cosa che osservo spesso mentre lavoro: trasformare non significa cancellare.

Significa dare una forma nuova a ciò che esisteva già.

Forse è proprio per questo che continuo a scegliere la carta.

Perché anche dopo essere stata tagliata, arrotolata e intrecciata… lei lascia tracce.

E alcune, vale la pena lasciarle visibili.





📍 C’È UN ANGOLO DELLA CASA CHE AVEVI RITROVATO.Per qualche settimana ti ha fatto respirare e passandoci davanti pensavi:...
03/08/2026

📍 C’È UN ANGOLO DELLA CASA CHE AVEVI RITROVATO.

Per qualche settimana ti ha fatto respirare e passandoci davanti pensavi: “ecco. Adesso mi somiglia.”

Poi sono tornate le giornate piene, hai appoggiato una cosa. Poi un’altra.

E, quasi senza accorgertene, quello spazio è tornato come prima.

Succede. Ma non perché non siamo capaci di cambiare
ma perché anche le trasformazioni hanno bisogno di essere abitate.

È lo stesso motivo per cui intreccio la carta lentamente.

Il punto è che una cannuccia, da sola, non diventa una LÙAR, per esempio.

È il gesto che ritorna, ogni volta, a darle forma.

Credo che succeda anche nelle nostre case e forse anche dentro di noi.
Le trasformazioni non chiedono di essere ricominciate.

Chiedono di essere ricordate.

Per questo è nata Evoluzioni, nel 2022. Non per riempire la tua email ma per aiutarti a custodire ciò che aveva già iniziato a somigliarti.





E continui a passarci davanti.Può essere un angolo, un oggetto, un mobile o una disposizione che da tempo non ti rappres...
01/08/2026

E continui a passarci davanti.

Può essere un angolo, un oggetto, un mobile o una disposizione che da tempo non ti rappresenta più. Lo riconosci, ma resta lì: per abitudine, affetto, senso di colpa o semplice rinvio.

Ho creato “Ciò che non ti somiglia più”, un percorso gratuito che riceverai iscrivendoti a Evoluzioni.

Ti accompagnerà a scegliere un solo punto della casa, comprendere che cosa continui a mantenere e compiere un gesto concreto per rimetterlo in movimento.

Non dovrai rifare casa. Non dovrai acquistare nulla né trasformare tutto. Partirai da ciò che c’è.

Non è un esercizio di ordine né un invito a eliminare ciò a cui tieni. È un modo per riconoscere che cosa, oggi, merita ancora il tuo spazio.

Non serve iniziare da tutta la casa. Serve iniziare da quel punto.

Iscriviti a Evoluzioni, conferma la tua email e ricevi il PDF.

Entrando in Evoluzioni riceverai anche la mia Lettera dedicata alla casa, ai gesti, agli oggetti e ai cambiamenti che iniziano quando smettiamo di vivere i nostri spazi in modo automatico.

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DOPO LE PAROLE, RESTA LA LUCETi è mai capitato di finire un libro e accorgerti che qualcosa continuava a restare con te?...
30/07/2026

DOPO LE PAROLE, RESTA LA LUCE

Ti è mai capitato di finire un libro e accorgerti che qualcosa continuava a restare con te?

Chiudi l’ultima pagina. La casa è la stessa, gli oggetti sono ancora al loro posto, ma tu non la attraversi più nello stesso modo. Non senti subito il bisogno di fare altro. Ti siedi, accendi una luce e lasci che ciò che hai letto trovi il proprio spazio.

Nel mio lavoro succede spesso qualcosa di simile. Le creazioni non nascono soltanto quando cerco un’idea, ma quando mi fermo abbastanza da riconoscere ciò che una materia può diventare e ciò che uno spazio sta chiedendo.

La carta, prima di essere intrecciata, è soltanto carta. Poi passa attraverso le mani, cambia forma e comincia a diffondere luce.

Forse anche le parole fanno questo. Entrano nella nostra vita, modificano il modo in cui guardiamo ciò che ci circonda e continuano ad accompagnarci molto dopo la lettura.

Una casa non cambia necessariamente quando aggiungiamo qualcosa. A volte cambia quando ciò che scegliamo riesce a custodire una comprensione appena nata.

È qui che il libro e il mio lavoro artigianale si incontrano: uno attraversa le parole, l’altro entra nello spazio abitato. Entrambi nascono per accompagnare una trasformazione.

Dopo le parole, resta la luce.

Lùar.





QUELLO CHE HAI GIÀ BASTATi è mai capitato di scegliere qualcosa con entusiasmo e, dopo poco, smettere quasi di vederlo?U...
22/07/2026

QUELLO CHE HAI GIÀ BASTA

Ti è mai capitato di scegliere qualcosa con entusiasmo e, dopo poco, smettere quasi di vederlo?

Una tazza che usi raramente, un quaderno ancora intatto, una candela conservata per l’occasione giusta o un oggetto artigianale lasciato in mostra. Intanto continui a cercare qualcosa di nuovo, convinta che sarà proprio quello a cambiare l’atmosfera della casa.

Nel mio lavoro di artigiana lo osservo spesso: un oggetto non trasforma uno spazio soltanto perché entra in casa. La trasformazione comincia quando viene usato, spostato, toccato e collegato a un gesto quotidiano.

Per questo non creo intrecci in carta da lasciare fermi come decorazioni. Creo presenze che acquistano significato quando entrano nella vita di chi le sceglie.

Il punto non è smettere di acquistare. È smettere di comprare per riempire e iniziare a scegliere ciò che desideri davvero vivere.

È questa la differenza tra un oggetto che occupa spazio e uno che crea presenza.

Oggi scegli una cosa che stai conservando per il momento giusto e usala: scrivi sulla prima pagina, accendi la candela, porta quella ciotola sul tavolo.

Non continuare a conservarla. Vivila.





📍LO SPAZIO PARLA ANCHE NEL SILENZIOTi è mai capitato di sistemare una stanza, guardarti intorno e pensare:“Eppure c’è an...
08/07/2026

📍LO SPAZIO PARLA ANCHE NEL SILENZIO

Ti è mai capitato di sistemare una stanza, guardarti intorno e pensare:

“Eppure c’è ancora qualcosa che non mi convince.”

Allora cambi ancora.

Sposti un oggetto, ne aggiungi un altro…cerchi una soluzione.

Ma quella sensazione resta.

Per anni ho osservato questa scena nelle case e nelle persone.

E quasi mai il problema era ciò che avevano davanti agli occhi ma era il fatto che non si concedevano il tempo di fermarsi davvero.

Perché quando siamo sempre in movimento cerchiamo subito una soluzione.

Quando ci fermiamo, invece, iniziamo a capire qual è la vera domanda.

È la stessa cosa che succede nel mio lavoro.

Prima di intrecciare la carta, la osservo.

Se avessi fretta, vedrei solo un materiale.

È fermandomi che inizio a vedere la trasformazione che può nascere.

Forse succede anche a noi.

A volte continuiamo a cambiare quello che abbiamo intorno, quando ciò che chiede di cambiare è il nostro modo di guardarlo.

Ed è per questo che fermarsi non significa fare meno.

Significa dare spazio a una comprensione che, correndo, non riusciremmo mai a vedere.

Oggi prova a fare una cosa semplice.

Entra nella stanza in cui trascorri più tempo.

Non cambiare nulla.

Osserva soltanto.

E chiediti:

Sto cercando di trasformare questo spazio… o è questo spazio che può insegnarmi qualcosa su di me?

Perché ogni trasformazione inizia molto prima del cambiamento che vediamo.





📍📍 NON SERVE FARE DI PIÙTi è mai capitato di pensare: “Quando avrò quella cosa starò meglio”?Poi quella cosa è arrivata ...
01/07/2026

📍📍 NON SERVE FARE DI PIÙ

Ti è mai capitato di pensare: “Quando avrò quella cosa starò meglio”?

Poi quella cosa è arrivata e, dopo poco, hai iniziato a desiderarne un’altra.

Succede spesso.

Siamo portati a credere che il cambiamento arrivi aggiungendo qualcosa: un oggetto, un progetto, più ordine, più tempo o più motivazione.

Eppure, anche quando accumuliamo, non sempre ci sentiamo davvero diversi.

È una riflessione che negli anni ho fatto spesso anche attraverso il mio lavoro.

Da artigiana sostenibile trasformo carta che molti considerano da scartare. Non perché le aggiunga valore, ma perché scelgo di riconoscere quello che possiede già.

Credo che succeda anche a noi.

A volte continuiamo a cercare qualcosa di nuovo, quando in realtà abbiamo semplicemente smesso di vedere ciò che conta davvero.

Per questo penso che il cambiamento non inizi sempre da ciò che aggiungiamo.

Molto più spesso inizia da ciò che impariamo a riconoscere.

Oggi prova a fare una cosa semplice.

Scegli qualcosa che hai davanti ogni giorno e chiediti: la sto davvero guardando o la sto soltanto vedendo?

A volte non serve fare di più.

Serve guardare meglio.





📍 CAPIRE CAMBIA TUTTOQuante volte hai pensato: “Non cambia mai niente”?Poi un giorno hai visto la stessa situazione in m...
24/06/2026

📍 CAPIRE CAMBIA TUTTO

Quante volte hai pensato: “Non cambia mai niente”?

Poi un giorno hai visto la stessa situazione in modo diverso e hai capito che il cambiamento era iniziato molto prima di quanto credessi.

Capire funziona così: non aggiunge qualcosa, ti fa vedere ciò che prima non vedevi.

Da artigiana sostenibile lo sperimento ogni giorno; per molti la carta è un materiale da scartare…per me è una possibilità.

La carta non cambia. Cambia lo sguardo.

E quando cambia lo sguardo, cambia anche ciò che diventa possibile.

Succede con gli oggetti, con gli spazi, con le relazioni. Succede con noi.

Se guardi sempre nello stesso modo, continuerai a scegliere nello stesso modo.

Per questo comprendere non significa sapere di più. Significa iniziare a vedere diversamente.

E da quel momento le scelte che fai non sono più le stesse.

Se sei qui, fai questo: scegli qualcosa che hai sempre dato per scontato e guardala davvero.

Capire cambia tutto.

Non ignorare. Scegli.





Indirizzo

Camposampiero

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Martedì 11:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 11:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Giovedì 11:00 - 12:00
16:00 - 19:00
Venerdì 11:00 - 12:00
16:00 - 19:00

Telefono

+393420799751

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