16/10/2026
Tuffare la mano in un sacco di legumi. Rompere la crosta della crème brûlée con la punta del cucchiaino. Far rimbalzare i sassi sul canale Saint-Martin. È tutta colpa di Amélie Poulain se siamo diventati schiavi dei piccoli piaceri. E tu pensa che nel 2001 Instagram manco esisteva, dunque la faccenda dell'uovo e della gallina nemmeno si pone. Quel che è certo è che la Amélie di oggi di mestiere avrebbe fatto la food content creator. Cento su cento. Me la immagino lì, tutta faccette e fossette, a indugiare nei petits plaisirs del tipo goloso. Ho dunque stilato una breve, puntuta lista di alcune manie contemporanee, ma vi avverto: qualcuno tra voi la troverà urticante. Io, per dire. Les voilà: graffiare con il coltello un mangiarino croccante. Assestare un buffetto su un impasto contemplando la nuvola di farina prodotta. Praticare spanking su pezzi di fiorentine da novanta. Strizzare panini imbottiti per farne esondare i sughi a cascata. Indugiare nel cheese pull — non importa che sia toast, supplì o panzerotto — basta che faccia più fili del miele. Lanciare il cucchiaio dopo l'assaggio, ma anche picchiettarlo a ritmo con ammiccare furbo. Fastidio, eh? Vi avevo avvisato. Troppe ne abbiamo viste, troppe ancora ne vedremo. Farei tuttavia un'eccezione per le dita che sprofondano nell'impasto della focaccia. Trovo tutto meraviglioso, mi manda in estasi proprio: l'affondo, le bolle, i pertugi ricolmi di olio, la materia candida e tremolante. Sarà che appartengo alla generazione slime — chi sa sa — ma ecco, per quanto mi riguarda, è per momenti come questo che vale la pena vivere. O forse sono soltanto una wannabe Poulain e mi toccherà farmene una ragione.
Tratto dalla Rassegna di Conforto N 63 🪶
Per la ricetta della focaccia con prugnette, cipolla di Tropea, spezie cinesi e rosmarino caramellato scrivete CHE MAGNIFICA OTTOBRATA tra i commenti di quaggiù 🍁🌺🧅🌿✨🍂
Fastidiometro