14/10/2024
Un allenatore molto forte, con cui parlo spesso, è partito, in un discorso per la squadra costruita insieme, da una canzone di Niccolo Fabi.
La citazione è, costruire è saper rinunciare alla perfezione.
Per lui, la perfezione è dei mediocri, e io condivido.
Si cerca la perfezione come unico strumento per il successo.
Per come la vedo io, se vuoi raggiungere l'eccellenza, è sempre meglio partire dall'imperfezione. Possiamo cercare di cambiare quello che siamo, sacrificando quello che facciamo all'altare della ricerca della perfezione, oppure rendere l'imperfezione utile, valorizzando il fatto che siamo capaci di eccellere anche nella situazione peggiore. La domanda è, sappiamo dare il meglio partendo dal peggio? Chi eccelle non si lascia sopraffare dall'ansia del perfezionismo e gode delle anomalie della vita, Gli imperfezionisti sanno, con Luis Borges, che soltanto insieme al disordine la simmetria trova il suo senso. In altre parole sanno che perfetto significa chiuso, e cioè che non lascia spazio ad altri innesti. Se vuoi divertirti mentre migliori, devi imparare ad accogliere l'imperfezione. Gli imperfezionisti non escludono affatto la perfezione dalla loro vita, semplicemente smettono di cercarla nelle azioni e nelle persone. non costringono più il mondo ad entrare dentro le cornici. Accettano che la penna assurda dell'esistenza scriva anche e soprattutto fuori dai bordi. Sentono la perfezione della vita che si manifesta nella relazione generale tra le infinite imperfezioni dei singoli. Cercano e generano la quadratura degli errori perché, come ha scritto Pasquali nel Falciullino. Com'È necessaria l'imperfezione per essere perfetti. chi ha la forza di eccellere, crea dalle imperfezioni e ispira chi ha intorno quella sua capacità di andare fuori dalle. Convenzionali unità di misura del successo.