11/07/2026
"GENIUS LOCI"
UN’ARCHITETTURA URBANA TRA RESIDENZA, COMMERCIO E PAESAGGIO
Progetto: PROmenade ARCHitecturale
Architetti: Carlo Stalteri e Beatrice Bruzzì
Committente e impresa: 3 EFFE srl Impresa Costruzioni Edili di Marco Femia
Intervento: Realizzazione di un edificio a tre piani fuori terra in C.A. a destinazione d’uso mista, commerciale e residenziale
All’incrocio tra la centrale via Matteotti e via Michele Murdaca (ex strada Provinciale), il progetto firmato dallo Studio PROmenade ARCHitecturale – Architetti Carlo Stalteri e Beatrice Bruzzì interpreta la particolare condizione d’angolo del lotto come occasione per costruire un nuovo riferimento urbano. L’edificio non si limita a occupare il sito, ma ne riorganizza relazioni, accessi e visuali, configurandosi come elemento di mediazione tra la dimensione pubblica della strada, le attività commerciali e gli spazi più riservati dell’abitare.
Il complesso si sviluppa su tre livelli fuori terra e accoglie al piano terreno locali a destinazione commerciale, mentre i due piani superiori sono riservati alle unità immobiliari residenziali. La compresenza di funzioni differenti è risolta attraverso una chiara organizzazione dei percorsi: gli esercizi commerciali dispongono di ingressi autonomi direttamente accessibili sia da via Matteotti sia da via Michele Murdaca (ex strada Provinciale), assicurando visibilità, immediatezza e indipendenza funzionale. L’accesso alle residenze viene invece collocato lungo via Michele Murdaca (ex strada Provinciale), in posizione centrale rispetto al fronte dell’edificio, così da risultare facilmente riconoscibile e al tempo stesso separato dai flussi delle attività aperte al pubblico.
Un volume unitario, scavato dalla luce
La composizione architettonica nasce dall’incontro tra volumi pieni, superfici arretrate e profonde logge. Un involucro chiaro e compatto avvolge il fabbricato, mentre grandi aperture rettangolari sembrano scavate nella massa costruita, generando balconi protetti, terrazze e spazi intermedi capaci di ampliare gli ambienti domestici verso l’esterno.
Le facciate sono scandite da una sequenza controllata di vuoti e pieni. Le ampie logge, i balconi con parapetti trasparenti e le aperture verticali a tutta altezza alleggeriscono la consistenza del volume, introducendo profondità e variazioni chiaroscurali che cambiano nel corso della giornata. Il bianco delle superfici superiori dialoga con la fascia basamentale di tonalità grigia, più materica e compatta, destinata a definire con maggiore forza il piano commerciale e il rapporto dell’edificio con il suolo.
La differenziazione cromatica e materica non è puramente decorativa, ma restituisce visivamente la distribuzione funzionale interna: il basamento rappresenta la dimensione pubblica e dinamica del commercio, mentre i livelli superiori assumono un carattere più luminoso, astratto e domestico. Ne deriva un’architettura contemporanea riconoscibile, costruita attraverso geometrie essenziali, grandi cornici e prospetti differenti ma appartenenti a un unico linguaggio compositivo.
Particolarmente significativo è il trattamento dell’angolo, che non viene risolto come semplice raccordo tra due fronti, ma come punto privilegiato di percezione dell’intero organismo edilizio. Le facciate accompagnano il movimento dell’osservatore lungo le strade, alternando scorci obliqui, logge profonde, grandi superfici vetrate e porzioni maggiormente introverse. L’edificio assume così configurazioni differenti a seconda del punto di vista, mantenendo tuttavia una forte identità unitaria.
Il verde come spazio di mediazione
Il fabbricato viene arretrato rispetto ai confini di proprietà di una distanza superiore ai cinque metri previsti dalla normativa. Tale scelta permette di superare una logica meramente prescrittiva e di trasformare il distacco in un vero dispositivo progettuale.
Tra la strada e l’edificio si sviluppa un’ampia fascia verde, composta da alberature, siepi e superfici permeabili, che filtra il rapporto tra spazio pubblico e proprietà privata. Il verde contribuisce a migliorare la qualità percettiva dell’intervento, protegge gli ambienti interni, accompagna gli accessi e restituisce al volume architettonico il necessario respiro.
Le sistemazioni esterne, i percorsi pedonali, le aree di sosta e le pavimentazioni drenanti concorrono alla definizione di uno spazio aperto ordinato e accogliente. L’architettura non appare così isolata all’interno del lotto, ma inserita in un sistema paesaggistico capace di mitigare la presenza delle automobili e di costruire una relazione più equilibrata con il contesto urbano.
Tecnologia, comfort e sostenibilità dell’involucro
Dal punto di vista costruttivo, l’edificio sarà realizzato mediante una struttura intelaiata in cemento armato, con solai costituiti da lastre tipo predalles. Le tamponature esterne saranno eseguite con blocchi termici multistrato semipieni, integrati con isolamento in polistirene espanso additivato con grafite e conformi ai Criteri Ambientali Minimi.
La stratificazione dell’involucro è concepita per garantire elevate prestazioni termoigrometriche, ridurre le dispersioni energetiche e assicurare condizioni di comfort costanti negli ambienti interni. Particolare attenzione è riservata anche ai serramenti, previsti con sistemi ad alta capacità termoisolante e con aperture prevalentemente sviluppate per l’intera altezza del piano.
Queste grandi superfici finestrate incrementano il rapporto aeroilluminante, favoriscono l’ingresso della luce naturale e rafforzano la continuità visiva tra gli spazi interni, le logge e il paesaggio circostante. La trasparenza delle vetrate viene calibrata dalla profondità degli aggetti e delle rientranze, che contribuiscono alla protezione solare e alla costruzione di ambienti esterni riparati.
Il progetto restituisce così un edificio in cui forma architettonica, distribuzione funzionale e prestazioni costruttive partecipano a un’unica visione. Un organismo urbano contemporaneo, capace di accogliere attività e residenze senza sovrapporne i percorsi, di valorizzare una posizione strategica e di instaurare un rapporto misurato con la città attraverso luce, materia e vegetazione.