26/04/2024
Cosa può rendere un ristorante un "must have" assoluto?
La qualità delle materie prime e dei piatti proposti forse?
L'assoluta dedizione di un personale giovane, dinamico e completamente motivato?
Oppure uno chef illuminato che ha ritrovato la strada di casa, abbandonando l'iperdedizione talvolta tossica delle brigate stellate di cui ha tra l'altro fatto parte?
Tutti questi elementi rendono "Trippa Milano" ormai un luogo di culto, richiedendo alla clientela a volte non semplicissime sessioni di prenotazione, portandola a lottare con altre decine di appassionati per accaparrarsi gli ambiti coperti della trattoria di chef Rossi.
Ed é così che siamo riusciti anche noi finalmente ad ottenere questo privilegio e abbiamo avuto modo di conoscere una cucina raffinata, ma totalmente destrutturata da quelli che sono gli schemi "radical gourmand" che ingabbiano molti ristoranti soprattutto stellati in Italia.
Abbiamo gustato piatti che sono realizzati solo ed esclusivamente con ingredienti di stagione, poche scelte ma che colpiscono con chirurgica esplosività. Trippa proposta in varie versioni, almeno tre nella serata in cui ci siamo seduti ai loro tavoli. Quella fritta, notevole, ma quella in versione lampredotto all'Amatriciana a dir poco commovente. E poi stoccafisso, passatelli con cinghiale e 2 ottimi dessert a chiudere il cerchio.
Ad accompagnare il notevole Sauvignon di Ferlat.
Tirando le somme possiamo ora comprendere il giustificato entusiasmo che ruota intorno al locale meneghino di Diego Rossi.
Trippa é proprio come ce lo immaginavamo.
Essenziale, saporito, sincero, ma allo stesso tempo colto e velatamente elegante. Quell'eleganza non ostentata che sa di posti veri.
Che dite, ci risintonizziamo e riprenotiamo? Sarà una battaglia, ma lo faremo per voi....promesso!