02/09/2026
Il modo più antico di capire un luogo è illuminarlo. A giugno, alla Genova Design Week Karman Italia ha scelto un chiostro — colonne, volte, pietre segnate dal tempo — e lo ha acceso.
Le lampade hanno interrogato quelle pietre. Ogni fascio di luce ha ridisegnato un capitello, allungato un’ombra, restituito profondità a un muro che di giorno resta piatto. Per una sera, design contemporaneo e architettura antica hanno parlato la stessa lingua.
È qui che si riconosce la natura di Karman: una luce materica, quasi teatrale, che porta con sé ceramica, gesto artigiano e una punta di ironia. Oggetti che reggono il confronto con la storia, perché nascono anch’essi da un racconto.
Forse la luce migliore è quella che ci fa guardare due volte lo stesso spazio: una la sera, una alla luce del giorno. Karman è tra le firme che raccontiamo da Montenero 53.