C10 C10-collettivo consolidato di architetti e professionisti che trasforma idee complesse in realtà concrete.

Il nostro hub unisce creatività e tecnica, un laboratorio di competenze dove l’architettura si integra con l’ingegneria e la comunicazione visiva. Il CIVICO1O è un piccolo coworking, in cui diversi professionisti condividono esperienze progettuali . La collocazione strategica in Piazza del Comune, nel centro del piccolo borgo medievale di Montelupone in provincia di Macerata (Italia), lo rende una

vetrina aperta verso l’esterno. Una grande finestra infatti mette a disposizione di tutti, passanti, turisti, paesani curiosi… lo svolgersi della professione. Il lavoro è come proiettato verso l’esterno, manifestazione di una volontà tutta contemporanea, di collaborazione. Visitare lo studio o avere contatti con i professionisti, non è possibile solo tramite un appuntamento! un po come avveniva in passato nelle botteghe, il contatto è diretto. All’interno dello studio vero e proprio non ci sono pareti divisorie, l’unica separazione che esiste è con la zona di ingresso, luogo di ricezione ed attesa. Il locale si trova al piano terra di un immobile storico privato ristrutturato alla fine degli anni ‘90, le finiture interne ed esterne erano in ottime condizioni, ma in occasione della locazione sono state apportate alcune modifiche per rendere lo spazio più flessibile e sfruttare al massimo le potenzialità di 38 mq. Aprire questa piccola attività creativa in un borgo di dimensioni ridotte è il manifesto della volontà di superare il difficile momento economico che da anni attraversa il Paese con le piccole cose. La scelta è stata quella di non andare all’estero come fanno sempre più giovani colleghi, ma di fondare nelle nostre radici le basi future di una conoscenza più profonda.

23/04/2026
MONTELUPONE - SUPERfici - stay tuned
18/04/2026

MONTELUPONE - SUPERfici - stay tuned

MONTELUPONE - Modifiche interne di un appartamento per un giovane Maker. Stay tuned!
15/04/2026

MONTELUPONE - Modifiche interne di un appartamento per un giovane Maker. Stay tuned!

COLMURANO - In partenza il restauro delle mura urbiche. Dopo un anno di progettazione, siamo pronti a iniziare l'attivit...
11/04/2026

COLMURANO - In partenza il restauro delle mura urbiche. Dopo un anno di progettazione, siamo pronti a iniziare l'attività di Direzione Lavori per questo importante intervento di recupero - stay tuned!

BOLOGNA - oggi in centro per una fugace supervisione al montaggio degli arredi, e rientro!
09/04/2026

BOLOGNA - oggi in centro per una fugace supervisione al montaggio degli arredi, e rientro!

IL CROCIFISSO - Al centro della nostra attenzione non vi è la croce come oggetto, ma il Crocifisso, ovvero la figura viv...
04/04/2026

IL CROCIFISSO - Al centro della nostra attenzione non vi è la croce come oggetto, ma il Crocifisso, ovvero la figura viva di Gesù. La croce stessa sembra scomparire alla vista, e la sua assenza è carica di significato: come abbiamo osservato analizzando l'altare e il suo bema, la croce rappresenta l'altare sacrificale su cui l’Agnello di Dio si è immolato per la redenzione dell’umanità. Per questa ragione, simbolicamente, essa giace a terra, a fondamento dell’altare. Nella chiesa di San Francesco, il Crocifisso si presenta dunque privo del legno poiché, attraversando la soglia del sacrificio, Gesù ha già vinto la morte.

Se per un istante riusciamo a guardare oltre il dolore e il peso della sofferenza, ciò che resta sono le sue braccia spalancate in un abbraccio che incarna l’amore incondizionato. L’artista Pannocchia ha scelto di utilizzare forme appena abbozzate e non rifinite proprio per catturare lo sguardo del fedele senza imprigionarlo in un’immagine statica, lasciando a chiunque lo osservi un’interpretazione aperta e personale sul vero volto di Cristo.

Quello che emerge con straordinaria chiarezza è che non siamo di fronte a un uomo sofferente, ma al Cristo Risorto. La scelta di porre la statua in una posizione sospesa, in perfetto dialogo visivo con l’ambone, non è affatto casuale: l’ambone richiama il sepolcro ormai vuoto e spalancato. Sembra quasi di sentire l’eco della domanda rivolta alle donne alle prime luci dell’alba: "Chi cercate? Colui che era morto non è più qui, è Risorto!". È in questo passaggio dal sacrificio alla gloria che risiede l'anima di questo progetto. Buona Pasqua da C10! Artigianal Design, Lupi, Moretti, Pannocchia.

Il posizionamento del fonte battesimale storico all'ingresso della navata, in stretto dialogo con i confessionali, trasf...
04/04/2026

Il posizionamento del fonte battesimale storico all'ingresso della navata, in stretto dialogo con i confessionali, trasforma l'atrio della chiesa di San Francesco in un potente baricentro teologico dedicato alla rigenerazione dell'anima. Questa scelta architettonica riflette fedelmente lo spirito della riforma liturgica, che intende il Battesimo non come un atto isolato o privato, ma come una vera "porta dei sacramenti" e, soprattutto, come un rito di accoglienza. Collocare il fonte sulla soglia significa infatti rendere visibile il movimento del battezzando che, lasciandosi alle spalle il mondo esterno, varca il limite dello spazio sacro per essere ufficialmente ricevuto dalla comunità cristiana.

Il rito battesimale prevede che la Chiesa, intesa come popolo di Dio, accolga festosamente il nuovo membro: il fonte all'ingresso diventa così il fulcro di questo abbraccio comunitario, segnando il punto esatto in cui inizia il cammino di fede. La vicinanza dei confessionali completa questo simbolismo, istituendo un legame profondo tra la nascita spirituale e la Penitenza, spesso definita dai Padri della Chiesa come un "battesimo laborioso".

In questo spazio liminale, il fedele trova i segni della misericordia che restaurano la dignità battesimale ogni volta che viene infranta. Passando accanto a questi elementi, ogni visitatore è richiamato alla memoria delle proprie radici e alla necessità di una purificazione continua. L'ingresso non è dunque solo un passaggio fisico, ma un luogo di sosta e rinnovamento dove la comunità si rigenera, ricordando che ogni percorso verso l'altare ha la sua origine in quell'acqua e nella riconciliazione che riapre le porte della comunione.

LA SEDE - non va intesa come un trono, bensì come il luogo liturgico che ospita colui che presiede e guida la comunità. ...
03/04/2026

LA SEDE - non va intesa come un trono, bensì come il luogo liturgico che ospita colui che presiede e guida la comunità. Posizionata a lato dell’altare, essa volge lo sguardo verso l’ambone per sottolineare come il sacerdote sia, innanzitutto, il primo ascoltatore della Parola di Dio. La struttura, sobria ed elegante, è impreziosita unicamente da una sottile lastra di ottone che corre lungo il profilo dei braccioli, un dettaglio luminoso che ne sottolinea la dignità senza intaccarne la semplicità.

L’intero progetto della sede e delle nuove panche dell’assemblea liturgica è realizzata in legno di wengé, una scelta materica che trae ispirazione diretta dal coro ligneo situato nella chiesa, proprio al di sotto della pala d’altare della "Madonna del latte". Questo legame estetico e cromatico tra il coro storico, la sede e le sedute dell'assemblea non è casuale: l'uniformità del tono rappresenta visivamente il "coro" dei fedeli che, all’unisono, si pongono in ascolto e lodano Dio durante la celebrazione eucaristica.

A suggellare questa profonda unione tra i diversi poli liturgici, il legno di wengé si estende sulla pavimentazione come un tappeto ideale. Questa continuità materica abbraccia e unisce in un unico insieme l’altare, l’ambone e la sede, elementi tutti idealmente sorretti dalla preghiera corale della comunità riunita. Senza la comunità, infatti, non esiste chiesa, poiché dove uno o più sono riuniti nel Suo nome, lì si manifesta la Sua presenza e lì vive la vera Chiesa.

IL TABERNACOLO - il cuore pulsante della custodia eucaristica, uno scrigno prezioso concepito per proteggere il Corpo di...
02/04/2026

IL TABERNACOLO - il cuore pulsante della custodia eucaristica, uno scrigno prezioso concepito per proteggere il Corpo di Cristo. Con la riforma liturgica, la sua collocazione ha vissuto un’importante evoluzione: ha abbandonato la posizione centrale sopra l'altare per trovare una dimensione più intima e raccolta. Oggi si predilige una collocazione laterale rispetto all’assemblea o, quando possibile, all'interno di una ca****la dedicata, dove il tabernacolo non poggia più su un altare ma su una mensola o una colonna.

In questo specifico contesto, data l’assenza di una ca****la laterale, si è scelto di sospendere il tabernacolo al bordo del ciborio, ancorandolo a una delle quattro colonne in una posizione che si pone diametralmente opposta all’ambone, quasi a creare un dialogo silenzioso tra la Parola e l'Eucaristia. La struttura stessa dell'oggetto è un manifesto di artigianato e simbologia: il cuore in massello di wengé è avvolto da una sottile lamina di ottone lucido, impreziosita da un'incisione millimetrica eseguita con tecnologie a controllo numerico.

La forma pura che, pur essendo un pezzo unico, appare suddivisa in molteplici parti, è richiamo al Pane di Vita che, pur essendo uno, una volta spezzato è destinato alla condivisione tra i fedeli. Un dettaglio affascinante risiede nel suo rapporto con la luminosità: nonostante la superficie metallica e dorata, il tabernacolo non riflette la luce dell'ambiente ma sembra assorbirla quasi per intero. Questa scelta sottolinea il carattere sacro del luogo e suggerisce che la vera luce non è quella che colpisce l'oggetto dall'esterno, ma quella che emana dal suo interno.

L'intero apparato liturgico è completato da elementi materici di grande forza espressiva. Ai piedi della struttura è stata posta un’unica lastra di travertino in falda che funge da tappeto, mentre al suo fianco un supporto in metallo lasciato al naturale, con la sua tipica colorazione ruggine, sostiene la candela accesa. È proprio questo segno vibrante a indicare ai fedeli la presenza costante e viva dell'Eucaristia.

L'AMBONE -  è il luogo liturgico della Parola, architettura che rievoca il sepolcro aperto da cui le donne annunciarono ...
31/03/2026

L'AMBONE - è il luogo liturgico della Parola, architettura che rievoca il sepolcro aperto da cui le donne annunciarono la Risurrezione. Posto come una cerniera "sospesa" tra presbiterio e assemblea, la sua struttura è ruotata verso la sede per permettere al celebrante una partecipazione, anche visiva, all'ascolto. Concepito con un ingresso e un'uscita, l'ambone definisce un percorso rituale: chi vi accede per proclamare le Scritture ne esce trasformato e arricchito nello spirito.

I materiali scelti creano una continuità formale con l’altare attraverso il travertino, l’ottone e l’acciaio, ma l'utilizzo del legno wengé segna una preziosa distinzione: un interno caldo e intimo, contrapposto a un esterno solido e rappresentativo. La simbologia non è solo figurativa, come dimostra il mosaico in pietra e ottone che stilizza tronchi e foglie, richiamando il giardino terrestre e quello celeste, origine e meta del cammino cristiano.

L’interpretazione più profonda riguarda lo Spirito Santo. Se nel ciborio Egli è colomba, qui diviene vento di vita che gonfia le vele: l’ambone stesso si fa vela di pietra e metallo, tesa dal vento di speranza rappresentato dal Vangelo. Accanto al leggio, il supporto del cero pasquale funge da albero maestro, testimoniando che la Parola è la vera luce capace di guidare l'uomo nel suo pellegrinaggio verso la risurrezione. Artigianal Design, Pannocchia, Lupi, Moretti

Indirizzo

Via Tommaso Giachini, 3
Montelupone
62010

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Sito Web

http://www.andreastortoni.it/

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