01/06/2026
LA FRATELLANZA NAPOLETANA ALL'ESTERO, CON UNA PIZZA.
Un esempio meraviglioso di cosa significhi sentirsi sempre a casa, anche quando si è lontani, l'ho sperimentato qualche giorno fa in Svizzera.
Ero a Basilea, in cerca di una . In realtà mi stavo dirigendo a colpo sicuro verso una pizzeria che avevo selezionato nelle mie ricerche, ma con un ma: ero sceso troppo tardi. È un viziaccio che non mi levo mai, nonostante tanti anni di viaggi e persino da expat in paesi che hanno orari di cena completamente diversi dai nostri, ancora tendo a muovermi tardi come se mi trovassi in una Napoli qualsiasi, pronta a servirmi una pizza anche alle 11 di sera.
Certo, devo dire che anche per i miei orari standard ero un po' fuori tempo massimo: arrivo alla pizzeria alle 21.50. Sono speranzoso, però, Google me la segna in chiusura alle 23, e immagino che fino alle 22 si possa ancora ordinare. In effetti già qualche giorno prima, a Berna, ero arrivato più o meno allo stesso orario, in una pizzeria pienissima, dove però il cameriere mi ha intimato: "hai ancora dieci minuti per l'ultimo ordine".
Ecco, qui non è successo neanche quello. Li trovo che stanno già sbaraccando, con forno spento e chiuso. Evidentemente deve essere stata serata di magra, e hanno deciso di andarsene a casa prima. Il cameriere si scusa mille volte, io ci tengo a ribadire che è solo colpa mia, che voglio fare troppo il napoletano all'estero.
Triste e con lo stomaco brontolante, ritorno sulla strada dell'albergo. Ma avevo un piano B: all'andata avevo notato la sede di un famoso gruppo di ristorazione svizzero di cucina italiana. Tendenzialmente evito le catene, per concentrarmi sui locali indipendenti, ma in questo caso la voglia di pizza superava il mio snobismo.
Passo davanti e lo trovo ancora attivo come prima, con qualche commensale dentro, e un locale straordinariamente illuminato (un mio amico, vedendolo nelle storie di Instagram, ha commentato "questa non è una pizzeria, è un circo"). Mi accoglie quello che immagino sia il titolare, che mi rivolge subito un "buonasera": non so se lo fa perché capisce subito la mia provenienza, o perché sia il classico saluto per creare un'atmosfera autentica, sta di fatto che proseguiamo la conversazione in italiano.
Una conversazione che faccio fatica a seguire. Mi dice che sono chiusi, ma io li vedo aperti. Allora gli chiedo generalmente fino a che ora fanno le pizze, e lui mi dice 10.30/11. "Ma allora sono nei tempi", incalzo io. No, quello che non avevo capito è che la sede di quel gruppo non era ancora ufficialmente aperta al pubblico: si trattava probabilmente di una serata privata tra pochi, forse per testare il locale.
Evidentemente l'ulteriore delusione deve aver preso possesso del mio volto, perché il titolare mi dice subito "Vuoi una Margherita? Te la faccio subito". Va dietro al bancone, ci sta i canonici 5 minuti per stendere, condire e infornare, e torna con una pizza in cartone in un'elegantissima busta. "Questa te la offro io, noi apriamo la settimana prossima: torna e dacci un feedback".
Onestamente questo gesto di estrema gentilezza mi ha colto di sorpresa, ma non mi ha messo per niente in imbarazzo: la genuina spontaneità con cui mi ha fatto l'offerta era palesemente dettata dal cuore. Non so se avesse riconosciuto il mio accento, e anche il suo non è che fosse così forte: sicuro, comunque, la nostra comune provenienza partenopea si è palesata quando ci siamo detti i nomi, entrambi molto tipici.
Forse quel gesto di cortesia lo avrebbe fatto con chiunque a prescindere dal legame di terra, chi lo sa. Sta di fatto che è stato da un napoletano ad altro: in un paese come la Svizzera, che fa della multiculturalità e della varietà linguistica la sua cifra, trovarsi ancora tra napoletani, come ci troviamo da tante parti del mondo, fa scattare quella scintilla di appartenenza e solidarietà. E lo fa tramite il nostro simbolo più potente, oggi più che mai condiviso e abbracciato dalle culture.
E allora, da un napoletano a un altro, ti dico: grazie di cuore per la pizza, il tuo gesto mi ha fatto sentire una Napoli sempre più viva nel mondo.