Casella Libreria Antiquaria

Casella Libreria Antiquaria ESTABLISHED 1825

- Autographs
- Maps
- Old and rare books
- Prints and drawings Molte le scuole napoletane fornite di testi editi da Casella.

Nel 1825, regnando Ferdinando IV di Borbone nel Regno delle due Sicilie, Gennaro Casella s'insediò a Napoli in una bottega di Via del Molo 21, oggi Piazza Municipio, dove era possibile trovare carte nautiche, strumenti navali, e quant'altro necessario per la navigazione a vela. Il porto di Napoli, allora bacino del Piliero, era assai frequentato e ben presto la bottega di Casella fu un centro di r

ifornimento per tutti i capitani che vi si fermavano per i loro traffici. Realizzata l'Unità d'Italia la Libreria Casella, dal 1852 aveva assunto questa nome, riprese la sua normale attività con un particolare interesse per l'editoria. Gennaro Casella pubblicò nel 1859 gli “Elementi di Geografia” del Villivà ed il “Trattato di Navigazione” del De Simone nel 1872; una edizione delle “Mille e una Notte” nel 1867. Questa attività fu proseguita dal figlio Francesco, nato nel 1860, che, dopo gli studi classici, notò come sul mercato cominciassero ad apparire le grandi collane settecentesche, i testi scientifici del seicento, i classici di Manuzio e gli incunaboli. Nell'agosto del 1886, Francesco Casella pubblicò il suo primo catalogo di libri antichi: non si limitò ad un freddo elenco di titoli coi prezzi, ma ad ogni libro corrispondeva per la prima volta una scheda ragionata. L'attività di libreria antiquaria non aveva offuscato il settore dell'editoria, anche scolastica, che proseguì fino alla riforma Gentile. Fra collane editoriali, libri rari, bussole e carte nautiche nel 1882 nasce Gaspare Casella. Allievo del Collegio dei Bianchi a Montesanto ebbe subito un grande trasporto per la carta stampata; la sua curiosità intellettuale non poteva ignorare il fenomeno del Futurismo: al Teatro Mercadante nel 1909 quando Marinetti presentò il suo Movimento, Gaspare Casella, non ancora trentenne, fu tra i più accesi animatori della riunione. Gaspare Casella fu al centro della vita culturale della città di Napoli. Segretario del Circolo degli Illusi accoglieva giornalisti, scrittori ed artisti nella libreria in cerca delle ultime notizie o per parlare di libri antichi. E dopo il ritrovamento dell'autografo leopardiano dell'Infinito Giovanni Ansaldo iniziò un suo articolo scrivendo “la Libreria Casella è la prima d'Italia venendo dal mare”. Tra gli altri frequentarono la libreria Giovanni Artieri, Michele Prisco, Edwin Cerio, Orio Vergani, Eduardo De Filippo, Dino Buzzati, Curzio Malaparte. La guerra nel 1943 portò alla distruzione della bottega a Piazza Municipio ma non la fine della libreria che fu trasferita nel deposito alla Dogana del Sale. Gaspare Casella trasferì al primo piano del ricostruito edificio di Piazza Municipio 84 la libreria; qui in luminose stanze fasciate di libri riceveva i suoi clienti ed amici fino al 1962, anno della sua scomparsa. Fu tra i fondatori dell'Associazione Librai Antiquari d'Italia, all'epoca denominata Circolo dei Librai Antiquari (1947). Guido Lo Schiavo, nipote di Casella, proseguì l'attività e dal 1962 al 2011 ha pubblicato 57 cataloghi di libri antichi e numerose plaquettes a cura di Michele Prisco, Luigi Compagnone, Antonio Ghirelli, Francesco Barbagallo, Fulvio Tessitore. Giuseppe Maria Lo Schiavo, figlio di Guido, è l'attuale proprietario. Casella Studio Bibliografico fa parte dell'International League of Antiquarian Booksellers (ILAB). Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Casella_Studio_Bibliografico

AURIA Vincenzo. Historia cronologica delli signori vicerè di Sicilia dal tempo che mancò la personale assistenza de' Ser...
10/01/2020

AURIA Vincenzo.
Historia cronologica delli signori vicerè di Sicilia dal tempo che mancò la personale assistenza de' Serenissimi Re di quella. Cioè dall'anno 1409 fino al 1697 presente. Composta dal dottor don Vincenzo Auria palermitano aggiuntoui vn indice cronologico de' Re, e Vicerè di Sicilia, vn discorso dell'Officio, e prerogatiua del Pretore, e Senato di Palermo, la cronologia de' Capitani, Pretori, Giurati e Gouernatori della Tavola dell'istessa Città ...
In Palermo, per Pietro Coppola, 1697.
In 4to; pp.[19], 219, [17], 221-316.
Pergamena coeva, titolo calligrafato al dorso. Cerniere allentate.
Moncada Lo Giudice, 131: “Lubrano-Sicilia definisce rara l’opera ed infatti non è libro di facile reperimento. L’Autore fu deciso “partigiano” palermitano nella secolare disputa per la supremazia nei riguardi di Messina”.
Mira I, 58; Lubrano-Sicilia,150; Narbone I, 273; Cat. of 17th Century Italian Books in the British Library I,57.

BARATTA Alessandro. Patroni Fidelissimae Urbis Neapolitanae. 1626. Incisione in rame. Cm.23x37. Cartiglio con dedica a F...
30/12/2019

BARATTA Alessandro. Patroni Fidelissimae Urbis Neapolitanae. 1626. Incisione in rame. Cm.23x37. Cartiglio con dedica a Fabio Carafa e la firma Alex Baratta D.D. Di fianco al cartiglio altra didascalia: In Napoli per Giovanni Orlandi, 1626. Giancarlo Alisio, Civiltà del Seicento a Napoli I, pag.91,1.1: “L’incisione riveste particolare importanza essendo la prima rappresentazione a volo d’uccello incisa dal Baratta e costituendo quindi quasi un momento preparatorio rispetto alla prima edizione della grande veduta del 1629. La città, dando il via ad uno schema più volte ripreso nel corso del Sei e Settecento, è vista dall’alto, da Posillipo alla strada per S.Giovanni a Teduccio, inserita nel territorio circostante chiuso, ad oriente, da un sistema collinare. L’asse visivo è posto sulla verticale Darsena-Castel S.Elmo, e malgrado le ridotte dimensioni dell’esemplare, sono nettamente individuabili gli edifici principali e la struttura urbana. Napoli appare sormontata da una coltre di nubi, sulla quale appaiono inginocchiati i santi patroni innanzi alla Madonna col bambino circondati da un nimbo”. Giulio Pane, La Città di Napoli tra vedutismo e cartografia, pag.106, n.31.
Rarissima.

Veduta di Santa Lucia a NapoliIncisione a contorno con coloritura coeva di Jos. Carmine1780 ca.cm.28x40 oltre ampi margi...
16/07/2018

Veduta di Santa Lucia a Napoli

Incisione a contorno con coloritura coeva di Jos. Carmine
1780 ca.
cm.28x40 oltre ampi margini

CAVALCANTI Ippolito. Cucina teorico-pratica col corrispondente riposto ed apparecchio di pranzi e cene con quattro analo...
25/03/2018

CAVALCANTI Ippolito.
Cucina teorico-pratica col corrispondente riposto ed apparecchio di pranzi e cene con quattro analoghi disegni. Metodo pratico per scalcare, e far servire in tavola. Lista di quattro piatti al giorno per un anno intero e finalmente una cucina casareccia in dialetto napoletano con altra lista analoga. Seconda edizione. Napoli, dalla tipografia di G. Palma, 1839. In 8vo; pp.VIII,440. In fine quattro tavole spieghevoli. Ex libris. Mezza pelle coeva, titolo e fregi in oro al dorso. Westbury, pag.44; Paleari Henssler, 585. Raro. "Ippolito duca di Buonvicino apparteneva ad un'antica famiglia nobile che discendeva direttamente dal famosissimo Guido Cavalcanti, amico di Dante e poeta del dolce stilnovo. Con la sua opera seppe fotografare una parte rilevante della cucina napoletana dell'Ottocento. "Cucina teorico pratica", scritta con stile semplice e immediato, note argute e interessanti osservazioni, venne pubblicata per la prima volta a Napoli nel 1837. Il Duca suddivise il manuale in due parti, compiendo un itinerario attraverso i diversi ceti sociali, fatto assai inusuale al tempo. La prima sezione venne redatta in lingua italiana, per nobili e ricchi borghesi. La seconda fu scritta in dialetto napoletano, per il popolo e la borghesia che usava il dialetto quale linguaggio quotidiano. Ippolito, oltre alle varie ricette, aggiunse in dialetto napoletano anche dei piatti per le ricorrenze importanti dell'anno: Natale, Capodanno, Pasqua ecc." (taccuinistorici.it)

05/03/2018
VIANELLI Achille. Scene popolari di Napoli. 14 tavole incise all’acquatinta da Witting dai disegni di Achille Vianelli. ...
13/01/2018

VIANELLI Achille. Scene popolari di Napoli. 14 tavole incise all’acquatinta da Witting dai disegni di Achille Vianelli. Ciascuna tavola cm.10x12 oltre i margini, con il titolo e la firma in lastra Vianelly. 1830 ca. Coloritura coeva. Un album in 8vo oblungo, cm.19x23. Ritorno dalla Festa della Madonna dell’Arco; Calesso da viaggio; Fabbricante di Franfellicchi; Maccaronaro; Acquajuolo; Acquajuolo ambulante; Canta Storie; Levatrice col bambino; Lotto; Esequie; Predicatore; Orfanelli cantanti; Questuante per S.Antonio; Rissa di donne. Legatura in cart. coevo. Raro.

ALVINO Francesco. Il Vesuvio. Cenno brevissimo degli antichi suoi nomi, sue dimensioni, istorie di tutte l’eruzioni, cag...
09/11/2017

ALVINO Francesco.
Il Vesuvio.
Cenno brevissimo degli antichi suoi nomi, sue dimensioni, istorie di tutte l’eruzioni, cagioni fisiche di tal fenomeno, ed uno sguardo sul cratere.
Napoli, 1841.
In 16mo; pp.15.
Al primo capitolo a mo’ di testata una gouache: “Eruzione del 1794”.
All’occhietto dedica dell’autore al Barone Ferrara.
Cart. post.
Rara edizione originale.
Furcheim, Bibl. del Vesuvio, pag.4.

BASILE Giovan Battista. Il Pentamerone overo Lo Cunto de li Cunte trattenimento de li Peccerille. In Napoli, ad istanza ...
04/10/2017

BASILE Giovan Battista. Il Pentamerone overo Lo Cunto de li Cunte trattenimento de li Peccerille. In Napoli, ad istanza di Antonio Bulifon libraro all'Insegna della Sirena, 1674. In 16mo; pp.12n.nn., 633, 3n.nn. Pergamena coeva, titolo calligrafato al dorso. Ex libris. Rara e celebre raccolta di fiabe in dialetto napoletano, la più antica opera di racconti fiabeschi e tradizioni popolari della storia europea. In questa edizione compare per la prima volta il titolo "Pentamerone". Lo Cunto de li Cunte ebbe grande influenza in tutta Europa su scrittori come C. Brentano, i fratelli Grimm, Perrault, Carlo Gozzi, Wieland. Dall'introduzione di Benedetto Croce all'edizione del 1891: "Il Cunto de li Cunti è un libro di fiabe. E le fiabe, non occorre quasi il dirlo, sono racconti popolari tradizionali di avventure, alle quali pigliano parte esseri umani, ed esseri sovraumani od estraumani della mitologia popolare, come fate, orchi, animali parlanti, ecc. Questo complesso di racconti tradizionali, la cui origine è incerta e discussa e risale senza dubbio a una remota antichità, viene ora considerato dalla moderna filologia come un gruppo di documenti importanti per la storia del genere umano e per la psicologia popolare. Ma, per molti secoli, essi non furono se non un oggetto di diletto e di trattenimento pel popolo ingenuo e pei fanciulli, che avidamente li ascoltavano: lo scienziato disdegnava d'appressarvisi, e solo, di rado, vi si appressò l'artista. E uno dei primi artisti, anzi il primo, che vi si appressasse, fu appunto il nostro Giambattista Basile... Nel 1674 l'editore Antonio Bulifon, un francese stabilito a Napoli, «vedendo, com’egli stesso dice, che veniva sommamente desiderato questo, altrettanto arguto quanto giocoso, Pentamerone del vivace e bizzarro ingegno del Cavalier Giovan Battista Basile», fece sì che, «ridotto alla vera lettione, per mezzo delle stampe ei rinascesse». Chi lo ridusse alla «vera lettione» fu un abate pugliese, Pompeo Sarnelli, poi vescovo di Bisceglie, appassionato cultore del dialetto napoletano, che allora serviva, a quanto sembra, da correttore nella stamperia del Bulifon. Il Cunto de li Cunti fu, in quest'edizione, intitolato, per la prima volta, sul frontespizio: Il Pentamerone: titolo più breve, che ricorda illustri precedenti, e che perciò prevalse. Ed, anche sul frontespizio, è detto «co tutte le zeremonie corrietto»; e, certo, il Sarnelli vi spese intorno molte cure". Le cinquanta fiabe delle cinque giornate sono tutte collegate tra loro, e racchiuse in una cornice generale, che ravvicina questo libro di fiabe ai più classici libri italiani di novelle, ai Decameron, alle Cene, ai Diporti, alle Piacevoli Notti, ecc. Pironti, Editori francesi in Napoli, pag.87.

L’invito al Teatrino di Pulcinella sul Molo in Napoli. Splendido e rarissimo acquarello originale. Titolo calligrafato. ...
10/03/2017

L’invito al Teatrino di Pulcinella sul Molo in Napoli. Splendido e rarissimo acquarello originale. Titolo calligrafato. In basso a sinistra annotazione: Don de M.lle Ant. De Celles. Cm.13,5x21,5 oltre ampi margini.Prima metà 800.

PISANELLI Baldassarre. Balthassaris Pisanelli philosophi et medici Bononiensis. In octo libros topicorum Aristotelis tab...
19/01/2017

PISANELLI Baldassarre. Balthassaris Pisanelli philosophi et medici Bononiensis. In octo libros topicorum Aristotelis tabulae, in quibus quaecunque ab Aristotele et caeteris quibuscunque, hucusque sparsim tractantur, brevissimo epitomate, et divisiva methodo comprehenduntur. Neapoli, apud Ioan.Mariam Scotum, 1566. In 8vo; cc.3 n.nn., 9 numerate. Insegna tipografica al frontespizio, due capilettera silografati. Imprimatur: Iulius Pavesius Archiepiscopus Surrentinus et Ecclesiae Neapolitanae Administrator. Cart. posteriore. Edit16, 49958: “Allievo di Ulisse Aldrovandi, laureatosi in filosofia e in medicina nel 1559, ottenne una cattedra di medicina nel 1562. Iniziò a viaggiare in Germania e in Africa, stabilendosi infine a Roma dove divenne medico nell'ospedale di S.Spirito. Nato a Bologna e morto, forse a Venezia, nel 1587 circa”.
I principi della logica aristotelica raccolti in tavole sinottiche. Molto raro.

TURPIN Mathieu. Histoire de Naples et de Sicile, contenant ce qui s'est passé de plus mémorable en Italie pendant 432 an...
17/11/2016

TURPIN Mathieu. Histoire de Naples et de Sicile, contenant ce qui s'est passé de plus mémorable en Italie pendant 432 ans, à savoir depuis Roger Guischard, premier conquérant de Naples en l'année 1127, jusques en l'année 1559 sous Henry II. A Paris, ches Rolin Baragnes et Charle Hulpeau, 1630. In folio; 4 cc.n.nn., pp.1066, 6 cc.n.nn. Testo inquadrato con richiami marginali, bei capilettera silografati. 12 ritratti dei sovrani di Napoli. L’antiporta di questa opera famosa e assai rara è una superba composizione magistralmente incisa in rame da Pierre Brebiette. Raffigura la flotta di Genova accorsa in aiuto di Gaeta; i ritratti di Roberto il Guiscardo e Carlo d’Angiò; l’Etna in eruzione, le piante di Palermo, Napoli e Siracusa. Bazzana coeva, dorso a cordoni con titolo e fregi in oro. Piatti inquadrati da fregi dorati, restauri al dorso ed ai piatti. Edizione originale. Brunet suppl. II, 814; Narbone I, pag.112; Moncada Lo Giudice, 2190: “La storia monumentale comprende il periodo che va dal 1127 al 1559. L’opera è fascinosa ed attraverso gli eventi sanguinosi del periodo trattato sfilano Re, nobili, grandi Capitani, con descrizioni di battaglie e degli usi dell’epoca, tra cui i famosi tornei di Napoli. Si tratta della prima edizione, di estrema rarità”.

Indirizzo

Via San Sebastiano 71
Naples
80134

Telefono

+393383746761

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