20/05/2024
𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐑𝐚𝐜𝐢𝐭𝐢 (Milano, 1934) è un pittore italiano considerato uno dei maestri del Simbolismo Astratto della pittura del dopoguerra milanese: ha esposto alla Biennale di Venezia, in diverse Quadriennali di Roma, al PAC di Milano, al MART di Rovereto, alla Permanente di Milano ed in altre importanti sedi istituzionali in Italia e all’estero. È sposato con la pittrice Mariangela De Maria ha un figlio, vive e lavora a Milano.
Dopo gli studi in giurisprudenza e due anni di pratica legale, spinto da “una necessità potente”, decide di intraprendere la strada della pittura nonostante le profonde perplessità del padre. Sarà uno zio mercante di pittura figurativa a commissionargli i primi quadri ispirati a Filippo de Pisis e Angelo Del Bon. La lettura, la poesia, la scrittura che lui stesso pratica ma anche la musica classica (frequenta assiduamente il Teatro Alla Scala fin dai tempi di Maria Callas e Wilhelm Furtwängler) sono dei leitmotiv che guidano la formazione intellettuale dell’artista fin dall’adolescenza. Comincia a farsi notare alle prime mostre già dal 1951. Nel 1966 anche il giovane Giorgio Marconi, amico di studi che inizia in quegli anni la sua avventura di mercante, lo presenta nella sua appena nata galleria “Studio Marconi” (oggi Studio Marconi ’64 - Fondazione Marconi), uno dei luoghi di riferimento dell’arte italiana in quegli stessi anni frequentata tra gli altri Enrico Baj, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Gianfranco Pardi, collaborazione in mostre collettive che continuerà anche nel 1976, nel 1988 e nel 2002. Antonio Mazzotta, collezionista e ideatore dell’omonima Fondazione, rimane folgorato dalle sue opere e stipula un contratto con l’artista.
Successivamente altri noti collezionisti lo includeranno tra le loro raccolte come Gianfranco Ferré, Carlo Jucker a Milano, come il Gruppo Euromobil-fratelli Lucchetta, come Domenico Talamoni e Giuseppe Merlini.
Nel 1964 la Galleria Il Canale di Venezia allestisce la sua prima personale, qui conosce Giuseppe Marchiori; più tardi a Milano Marco Valsecchi, storico critico d’arte si interessa fortemente al suo lavoro, come Roberto Sanesi e Alberico Sala. In quel periodo Mario Raciti frequenta i poeti e critici d’arte Renzo Modesti, Basilio Reale e Cesare Vivaldi. Dal 1968 collabora con la Galleria Morone 6 di Enzo Spadon che organizza diverse personali dell’artista in tutta Italia. In questi anni molto prolifici e di grande intensità collabora a Milano con importanti galleristi.
Ha esposto in circa centoventi personali in sedi istituzionali e accademiche pubbliche e private, tra queste: il Salone poi Centro d’Arte poi Spazio Annunciata, la Galleria Bergamini, la Galleria Solferino, la Galleria San Fedele, la Galleria San Carlo, la Galleria Falchi, l’Ars Gallery, la Galleria Manzoni, lo Spazio Elm a Roma la Galleria Contini, Editalia poi Edieuropa, lo Studio Reggiani e la Galleria Giulia, Il Bulino a Torino La Bussola, la galleria Weber e la Galleria Peola, a Genova la Galleria Rotta, la Galleria Rafanelli e la Galleria La Polena, a Favaro Veneto Le Gallerie Orler.
Dalle figurazioni emblematiche degli anni Sessanta, alle “Presenze-assenze” dei Settanta, alle “Mitologie” del decennio Ottanta, ai “Mistero”, dei Novanta, esponendo, in questi periodi, in istituzioni pubbliche di grande prestigio: dal Palazzo Magnani di Reggio Emilia al Museo Diocesano di Milano, al citato MART, nonché, alla Casa del Mantegna di Mantova, a “Dècouvertes 92” a Parigi, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano, al Chiostro si S. Domenico di Imola, alla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, al Morat Institut di Freiburg, al MAG di Riva del Garda, alla Permanente di Milano, al Palazzo del Broletto di Pavia (con M. De Maria) eccetera.
Raciti negli anni Duemila approda ad una pittura che, ponendo il problema di soluzioni controverse, ne forza le contraddizioni portando l’immagine a una dimensione drammatica quanto trasognata. Sono recenti le indagini sulle crocefissioni: “Why”, dei “Fiori del Profondo” (Proserpina dall’Ade fa nascere i fiori sulla terra per comunicare colla madre Demetra) e ultimamente: “Una o due figure”, con i fiori divenuti dardi e la “non” descrizione di irraggiungibili amplessi.
Le sue opere sono conservate nelle collezioni permanenti del MART Museo di Rovereto (Donazione Damiano e depositi del Museo), al Museo della Permanente di Milano - Civiche Raccolte d’Arte di Milano, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova, Galleria d’Arte Moderna di Modena, CSAC di Parma, al Museo di Conegliano, al Museo Civico di Maccagno, al Museo Civico di Vicenza (Donazione Ghiotto), al Museo del Novecento di Milano (Donazione Jucker), alla Fondazione Banca Intesa Sanpaolo - Gallerie d’Italia di Milano], al MAGA di Gallarate, alla Galleria d’Arte Moderna di Arezzo, al MAMBO Museo di Arte Contemporanea di Bologna. Nel 2008 diventa membro dell’Accademia Nazionale di San Luca in Roma ed è Socio Artista della Società per le Belle Arti e Esposizione Permanente di Milano.
Nel 2023 viene pubblicato il Catalogo ragionata dell’opera pittorica 1950-2023, curato da Sandro Parmiggiani edito da Skira.
Vive e lavora a Milano.
𝟔𝟓° 𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐎 𝐁𝐈𝐂𝐄 𝐁𝐔𝐆𝐀𝐓𝐓𝐈 – 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐒𝐄𝐆𝐀𝐍𝐓𝐈𝐍𝐈
programma dall’ 8 al 29 giugno 2024
INAUGURAZIONE
sabato 8 giugno, ore 17,30
cortile di Villa Brivio (piazzetta Vertua Prinetti 4)