24/07/2026
UNA MEMORIA SALVATA
Quello nella fotografia è un elmo corinzio in bronzo, uno dei reperti più rappresentativi recuperati nell’ambito dell’Operazione Taras.
Un oggetto antico, modellato più di duemila anni fa, che avrebbe potuto scomparire nel mercato clandestino internazionale, sottratto al territorio e trasformato in merce per collezionisti senza scrupoli.
L’Operazione Taras consentì alle autorità di recuperare oltre duemila reperti archeologici, provenienti soprattutto dall’area di Taranto e databili tra il VI e il II secolo a.C. Ceramiche, oggetti votivi, corredi funerari, bronzi, gioielli ed elmi erano stati destinati a diversi Paesi europei.
Quando un oggetto viene strappato clandestinamente dal terreno, si distrugge il suo contesto archeologico: la relazione con una tomba, un santuario, un insediamento o un paesaggio antico. Informazioni preziose vengono cancellate per sempre.
Un reperto senza contesto diventa un oggetto muto.
Il nome Taras richiama l’antica città greca da cui ebbe origine Taranto, uno dei più importanti centri della Magna Grecia. Proprio per questo abbiamo scelto questo elmo come simbolo della Guardia Archeologica Nazionale.
La sua storia racchiude il significato della nostra missione: era stato sottratto, portato oltre confine e destinato al commercio clandestino. È stato individuato, recuperato e restituito alla collettività.
Da reperto trafugato è diventato un simbolo di tutela e rinascita.
La Guardia Archeologica Nazionale nasce per promuovere una nuova coscienza civile intorno al patrimonio storico e archeologico italiano.
Vogliamo osservare, documentare, sensibilizzare e segnalare correttamente le situazioni di rischio. Contrastare l’indifferenza, gli scavi clandestini, i furti e l’abbandono dei luoghi della memoria.
Un reperto non appartiene a chi riesce a trovarlo di nascosto.
Un sito archeologico non è un ostacolo da cancellare.
La storia non è una merce.
Appartiene a tutti Noi/Voi