17/07/2026
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🌸 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗲𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗰𝗼 𝗖𝗵𝗮𝗻𝗲𝗹
Ci sono simboli che sopravvivono agli stilisti, alle mode e persino alle epoche. Per Coco Chanel era la camelia. Un fiore semplice, senza profumo, che la stilista francese trasformò in uno degli emblemi più riconoscibili della sua maison.
La leggenda racconta che Chanel se ne innamorò osservando le camelie appuntate sul costume della protagonista della Dama delle Camelie. Da allora quel fiore divenne una presenza costante nel suo universo creativo: comparve sugli abiti, nei ricami, nei gioielli e negli accessori, fino a trasformarsi in uno dei simboli più iconici della storia della moda.
Una storia che riaffiora attraverso questa raffinata parure: anello e orecchini realizzati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta in oro e agata bianca.
👉 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗮𝗯𝗲𝗿𝗻𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗡𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀, 𝗶𝗻 𝗲𝗯𝗮𝗻𝗼, 𝗱𝗲𝗰𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗶𝗲𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮𝗽𝗶𝘀𝗹𝗮𝘇𝘇𝘂𝗹𝗶 𝗲 𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶𝗼
Maria stringe il Bambino in una rappresentazione intima e raccolta, mentre San Giuseppe rimane sullo sfondo, presenza discreta ma vigile. L’attenzione sembra concentrarsi soprattutto sul gesto della cura, sulla tenerezza e sulla protezione.
Più che una semplice scena religiosa, l’opera appare come una piccola ode alla maternità. Un’immagine domestica e universale che riesce ancora oggi a parlare a chi la osserva, ben oltre il suo significato devozionale originario.
A rendere ancora più affascinante questo piccolo scrigno seicentesco contribuiscono i materiali preziosi e la raffinata esecuzione, testimonianza di una cultura artigianale capace di unire devozione, arte e sapienza tecnica.
👉 𝗗𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗙𝗼, “𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶” (𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼)
Un’opera proveniente dalla collezione di Cesare Lisandria, figura storica della promozione culturale italiana, organizzatore di mostre e per molti anni stretto collaboratore e amico personale dell’artista.
Si tratta di una vivace composizione popolata da cavalli in movimento, un soggetto che restituisce tutta l’energia e la libertà espr