05/09/2026
In un mattino di sole e d’oro,
cerco un angolo che sia un tesoro,
una panchina tra i rami dorati,
dove i miei passi si son fermati.
Sotto un tappeto di foglie gialle,
che il vento fa girare a spalle,
spuntan due teste da un cespuglio:
che gran movimento, che scompiglio!
Una Lepre ed una Volpe rossa
fanno una gara a più non posso,
saltano insieme sopra i ricci
senza paura di fare pasticci.
Un solo secondo e tiro fuori
il mio quaderno con i colori:
«Queste due amiche nel mio quadernino
le voglio disegnare, qui vicino».
Le inseguo con la punta del mio pastello,
ma il disegno non viene bello:
la Lepre scatta, la Volpe è un lampo,
e se ne vanno via da quel campo.
«State pronte, ferme un secondo,
voglio l’autunno più bello del mondo!»
Ma loro corrono sul prato rosso,
io le rincorro col fiato scosso:
la mia matita fa quel che può,
un po’ fa «sì» e un po’ fa «no».
Un orecchio vola via,
una zampa fa una spia,
una macchia di marrone
cade sopra il pantalone.
Io correggo sul momento,
loro corrono come il vento,
e ripartono d’un fiato...
il mio disegno è già passato.
Allora guardo quel foglio strano,
lascio andare la mia mano:
son fatte d’aria e di velocità,
e va bene così, in libertà.
«Siete bellissime nel foglio perso!»
grido nel bosco, ormai sommerso.
Ma loro, senza sentir la voce,
fuggono via, leggere e veloci.
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