09/04/2026
Mi ricordo ancora il minuscolo balcone di casa mia.
Era grande a malapena per una sedia e qualche vaso.
Eppure, in quei 2 metri quadri c'era tutto il mio respiro.
Era il posto in cui il caffè della mattina aveva un sapore diverso, dove le ansie della giornata si fermavano, e dove la sera mi fermavo ad ascoltare la città che si spegneva.
È stato lì che ho capito una grande verità: gli spazi esterni non sono "metri quadri in più". Sono vere e proprie valvole di sfogo per l'anima.
Ho portato questo stesso pensiero, questa stessa necessità di respiro, nel progetto di questo terrazzo.
Quando i proprietari mi hanno aperto la porta, non ho visto solo una pavimentazione e dei mobili da scegliere.
Ho visto il bisogno di un rifugio.
Così, abbiamo lavorato non per riempire lo spazio, ma per creare emozioni:
Un rifugio protetto: Abbiamo disegnato angoli intimi, usando il verde non come semplice decorazione, ma come un abbraccio naturale che protegge dagli sguardi e dal caos.
Memorie sensoriali: Abbiamo inserito essenze profumate, affinché ogni folata di vento potesse riportare alla mente la serenità della natura.
Tempo per sé: Quei dondoli non sono solo un arredo, è un invito formale a rallentare, a spegnere il telefono e a guardare di nuovo il cielo.
Oggi, quando guardo questo spazio, spero che chi lo vivrà possa provare la stessa esatta sensazione di pace che provavo io su quel vecchio balconcino.
Solo, con molto più spazio per condividerla con chi ama.
👉 Scorri le foto per scoprire come ho trasformato questo spazio in un vero e proprio "respiro" a cielo aperto.