04/09/2026
Durante l'ultimo Salone del Mobile ho scoperto una cosa surreale: ci sono attività a Milano che, per due settimane, chiudono, traslocano e subaffittano il proprio negozio a cifre folli. Tipo 200 mq per 15 giorni a 45.000 euro.
Mentre stavo per entrare nello showroom temporaneo di Matteo Brioni, una "sciura" milanese arrabbiatissima protestava all'ingresso: cercava con urgenza il suo orologiaio di fiducia e non voleva sentire ragioni sul fatto che per 15 giorni lì dentro ci fosse della terra cruda e non dei bilancieri.
Scena fantastica. Ma una volta dentro, capisci perché un brand come Matteo Brioni faccia questo investimento.
Niente superfici sintetiche, niente colori modaioli destinati a stancare in due stagioni. Solo argilla pura, leganti naturali e 21 tonalità che arrivano direttamente da cave italiane ed europee. L’argilla è un materiale antico quanto l'uomo: respira, trattiene il calore e cambia sfumatura insieme alla luce della stanza.
Nei miei progetti architettonici scelgo Matteo Brioni per tre motivi molto semplici:
1. È arte, non solo prodotto: la materia naturale unita al sapere manuale dell'uomo crea pezzi unici.
2. Fuori dalle mode: le palette sono naturali, senza tempo, pulite ed essenziali.
3. Autenticità vera: in un'epoca di finiture plastiche e plastificate, riportare la terra grezza negli interni restituisce un'anima agli spazi.
Magari la sciura milanese non avrà riparato il suo orologio quel giorno, ma la bellezza di quell'intonaco essenziale valeva decisamente la visita.