14/06/2026
Il tricolore sulla bottiglia non racconta sempre da dove viene l’olio.
L’Italia nell’olio ha un nome enorme, ma nei fatti compra molto più di quanto produce. In certe annate l’import supera le 500.000 tonnellate, con la Spagna che da sola pesa per oltre la metà degli arrivi, poi Grecia, Tunisia e Portogallo.
Il punto è tutto qui: quell’olio non sparisce. Può essere confezionato in Italia, mescolato con altri lotti o persino rimandato fuori. E allora la bottiglia parla italiano, ma la materia prima può ve**re da altrove.
Per questo l’etichetta va letta bene. “Confezionato in Italia” dice solo dove è stato imbottigliato; per sapere da dove arriva l’olio bisogna cercare l’origine, o la dicitura più precisa tipo “100% Italiano”. La riga piccola, spesso, è quella che conta di più.
Ed è proprio per questo che il regolamento europeo impone di indicare l’origine sull’extravergine e sul vergine, così la bandierina da sola non basta.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 510.000 tonnellate: import di olio d’oliva nell’annata 2023
👉 oltre il 50% dell’import arriva dalla Spagna
📚 Fonti: ismea, economiaefinanzaverde, repubblica, eur-lex