20/10/2025
UN ANGOLO DI TRADIZIONE ROMANA IN VENETO
Non me lo sarei mai aspettato, ma grazie ad un amico che me lo ha consigliato sono stato a cena al bar ristorantino 1907 di Malafesta piccolissima località del comune di San Michele al Tagliamento (Ve) via scuole 30 tel.348.0730160. Mi avevano segnalato un’ottima cucina romana ed io non mi sono fatto sfuggire l’occasione, essendo un cultore della gastronomia romanesca e laziale. Il locale è ricavato da una vecchia palazzina che nella parte bassa è stata ristrutturata ed allestita a ristorante. Ben curati gli interni con non tantissimi tavoli, ma ben disposti davanti ad ampie vetrate. I colori e gli arredi richiamano un po’ la tipica trattoria romana. Appena varcata la soglia, ho udito a volume medio ma ottimale (non disturba nella conversazione tra commensali) l tipico panorama musicale romanesco che è piacevole, melodico e divertente. Nemmeno a Roma tutti i locali hanno musica romana d’intrattenimento. Questo mi ha subito fatto sentire un turista in un locale romano. Ci ha accolto un cameriere che ci ha seguito tutta la sera. Il cameriere credo contitolare con la cuoca romana, è stato gentilissimo, cordiale e generoso di consigli e chiarimenti. Il menù chiaro e preciso nella lettura delle pietanze offerte, menù rigorosamente da tradizione romanesca stagionale. Nei periodi stagionali giusti, per esempio, sono proposti i carciofi alla giudia. Come antipasto ho ordinato un mix di formaggi serviti con un pane fatto da loro intriso all’interno da salsa all’amatriciana e bucce di patate fritte e crostose con sopra crema di caio e pepe. Le bucce di patate così non le avevo mai mangiate e francamente sono state divorate avidamente (si possono ordinare senza la crema cacio e pepe). Poi passando ai primi non potevo non assaggiare gli spaghetti cacio e pepe. Cottura della pasta al dente, direi perfetta, crema di cacio saporita e profumata di pepe che mi è sembrato di media qualità ma ben profumato. Forse il pepe in grani non è stato tostato prima della macinatura. Alla vista e al palato la cremosità era evidente, veramente ottima. La cena è stata accompagnata da un ottimo vino della casa (non laziale). Passando ai secondi ho ordinato i saltimbocca alla romana che sono stati presentati nella maniera classica ed alla degustazione sono stati molto apprezzati. I saltinbocca sono una pietanza che ha bisogno di attenzione alla sapidità, perché il prosciutto crudo può e l’aggiunta di sale sulla carne possono rovinare il piatto. Ottima la sensazione di freschezza ed il profumo della salvia. Poi ho ordinato la mitica coda alla vaccinara. L’ultima volta che ho degustato questo piatto principe della gastronomia romana è stato a Roma alla trattoria “Vecchia Roma” dove lo cucinano in modo perfetto. Si tratta di un piatto povero della cucina romana, ma per me è il re della tavola quando vado a Roma. La coda alla vaccinara si prepara tradizionalmente con la coda bue o vitellone, ma in alternativa si può utilizzare la coda di vitello, quest’ultima rimane più magra e tenera alla cottura. E’ necessario sapere che la carne deve essere morbida, succosa e tenera staccandosi facilmente dall’osso, ma non deve sfilacciarsi. Il cioccolato fondente o la polvere magra di cacao, i pinoli e i chiodi di garofano sono aggiunti per impreziosire questa pietanza in origine più povere d’ingredienti. La coda alla vaccinara che mi è stata servita è stata una esplosione di sapori al palato, regalandomi momenti di intensa felicità. La carne era cotta perfettamente e anche gli ingredienti ben dosati. Forse solo il cacao eccedeva nel gusto sommario, ma questa è solo una mia valutazione dovuta alla mia scarsa propensione al cacao magro e in polvere. Come contorno non ho potuto fare a meno dei fagioli con le cotiche, anche in questo caso sono rimasto assolutamente contento del sapore. Come ho potuto dimenticare che nell’antipasto avevo ordinato un assaggio di supplì. Anche questo tipico street food romano è piaciuto e ha rispettato la tradizione del “telefono”. La tradizione del “telefono” dice che i supplì non sono ben fatti se all’apertura in due il formaggio non fila e non forma un filo che rimane appeso dai due mezzi supplì. Be, insomma che dire: missione compiuta! La cena sotto ogni aspetto è risultata gradevole e ben riuscita. Per me è chiaro che ritornerò a breve per degustare altre prelibatezze stagionali come i carciofi alla giudia. La fascia di prezzo è media ma non cara. Personalmente non guardo il prezzo se il cibo è ottimo e me ne vado soddisfatto. Vivamente consigliato agli arditi gastronauti come me.
N.B. Ho rubato dalla pagina istagram del locale qualche foto dei piatti proposti, spero non si arrabbino.
Ottobre 2025 Valter Stabile