10/11/2023
L’utilizzo del Sistema a Cappotto garantisce le massime prestazioni energetiche e il miglior comfort abitativo. L’abitazione, sia che sia presente o assente un cappotto termico, viene fatta “respirare” esclusivamente attraverso il ricambio d’aria e non facendo migrare il vapore acqueo attraverso l’involucro edilizio
La “casa che respira” o la “casa che soffoca” sono entrambe in realtà affermazioni senza alcun tipo di fondamento. La casa non ha mai respirato né mai potrà farlo! A smentire questo falso mito interviene la Commissione Tecnica di Cortexa, specificando che la giusta domanda da porsi in questo caso, indipendentemente dalla presenza o meno di un Sistema di Isolamento a Cappotto, in realtà è: in quale modo viene fatta “respirare” una casa?
Per dare una risposta concreta alla questione, i progettisti elaborano calcoli molto sofisticati per conoscere la quantità di vapore acqueo che attraversa le strutture di un edificio. Alla base di questi calcoli sta il fatto che durante la stagione invernale il vapore acqueo presente nell’aria all’interno degli ambienti migra verso l’esterno attraverso le superfici e i materiali porosi, ovvero i materiali che hanno al loro interno aria e altri fluidi. Grazie a metodi di calcolo e informazioni molto avanzate sulle caratteristiche dei materiali è possibile conoscere quanti grammi di vapore acqueo mediamente passano dall’involucro edilizio (pareti, pavimenti e coperture) e quanti se ne smaltiscono invece aprendo una finestra e facendo circolare l’aria. Il confronto numerico tra queste due quantità (1:40) permette di escludere in maniera categorica che le strutture di un edificio possano contribuire alla “pulizia” e al “far respirare” l’abitazione.