22/06/2026
Ciao Cleto.
In questi giorni leggeremo molto delle tue opere, della tua genialità, delle collaborazioni che hanno attraversato la tua vita.
Ed è giusto così.
Noi però vorremmo ricordare altro.
Vorremmo ricordare lo stupore.
Perché la cosa che più ci ha colpiti, incontrandoti, non è stata la grandezza dell’artista.
È stata la leggerezza dell’uomo.
Avevi un’eleganza rara. Quella che nobilita ogni cosa: una conversazione, un racconto, perfino un caffè condiviso.
E poi ringraziavi.
Ringraziavi sempre.
Per il tempo, per l’ascolto, per le attenzioni ricevute. Come se nulla fosse dovuto.
Tra le molte cose che ci lasci, ce n’è una che custodiremo con particolare affetto.
La CLETOrre.
Un oggetto che hai immaginato per noi e che cresce nel tempo, un elemento dopo l’altro.
Oggi ci sembra una metafora perfetta.
Perché alcune persone continuano a costruire anche quando non ci sono più.
Restano nei pensieri, nei gesti, nelle idee che hanno lasciato in eredità agli altri.
Tu eri una di quelle persone.
Grazie Cleto.
Per averci ricordato che la bellezza non è soltanto nelle cose che si creano.
Ma nel modo in cui si attraversa il mondo.