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I sette danni psicologici che il comunismo culturale ha fatto agli imprenditori italiani, e perché ti stanno uccidendo s...
21/04/2026

I sette danni psicologici che il comunismo culturale ha fatto agli imprenditori italiani, e perché ti stanno uccidendo senza che tu te ne accorga.

I sette danni psicologici che il comunismo culturale ha fatto agli imprenditori italiani, e perché ti stanno uccidendo senza che tu te ne accorga

La Generazione Zeta ha rotto le pa**e (scatole - correzione mia)- di Roberto RiccardiSvogliati. Permalosi. Presuntuosi. ...
19/03/2026

La Generazione Zeta ha rotto le pa**e (scatole - correzione mia)- di Roberto Riccardi

Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili.
Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente.
Pretendono lo smart working al primo giorno.
L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita.
Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione.
La Generazione Zeta ha rotto le p***e. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi.
Sono i nati tra il 1997 e il 2010.
I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre.

Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso ve**re, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui.
I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga.
Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti.
E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma.
Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle sp***e della famiglia.
Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità.
Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire.
Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo.
E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana.
Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere.
La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano.
Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure.
Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame.
I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte.
Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio.
Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.

29/05/2025
13/06/2024

Facile Ristrutturare presenta domanda di concordato preventivo

Facile Ristrutturare presenta domanda di concordato preventivo. Le ditte e i professionisti che lavorano per loro e sono creditori (Facile Ristrutturare lavora SOLO in subappalto) dovranno decidere se continuare a lavorare per loro a proprie spese per evitare di perdere tutto il credito maturato. Senza parlare di chi ha un cantiere con loro e rischia di vedersi i lavori fermati a metà.

Prendo d'esempio questo fatto eclatante per ribadire una cosa che provo a spiegare da anni:

RISTRUTTURARE NON E' FACILE

Chi dice il contrario vi vuole vendere qualcosa che non è realistico.

- Non esistono bacchette magiche

- Non esistono ricette rivoluzionarie

- Non esistono progetti gratis (se sono gratis li sta pagando qualcun altro e fidatevi, ve lo rimetterà in conto con gli interessi)

Ristrutturare è un processo complesso che richiedere risorse e tempo. Può essere reso più semplice (che non è facile) attraverso delle scelte oculate ma rimane fondamentale un rapporto di fiducia con un tecnico (almeno 1) e una ditta. Richiede di essere pronti a sentirsi dire qualche NO per ricevere dei SI migliori.

Chi vi racconta qualcosa di diverso vi dice solo quello che volete sentirvi dire.

Braian

04/04/2024

Progettista Junior - STAGE di 6 mesi
Lo studio di Architettura Marino Architetti, con sede in Bari,
opera da General Contractor in interventi correlati agli ambiti Residenziali.
Garantiamo un approccio multidisciplinare, dalla progettazione architettonica e impiantistica, alla fornitura di materiali e delle tecnologie impiantistiche coinvolte nell’intervento e alla realizzazione effettiva dell’opera in tutti i suoi aspetti.
Attualmente stiamo selezionando n.1 Progettista junior in stage (con prospettiva di successiva assunzione) da integrare nel proprio organico, in particolare affiancare l’architetto senior nella routine quotidiana.
Sede di lavoro: Bari, Triggiano.
Aree disciplinari Target: Laurea in Architettura, Laurea in Ingegneria Edile e delle costruzioni, Diploma in costruzioni ambiente e territorio (ex Diploma Geometra)
Attività: Il candidato sarà inserito in stage nel team di progettazione e sarà adeguatamente formato al fine di acquisire livelli molto approfonditi nella progettazione e nella cantieristica curando i diversi aspetti: dai sopralluoghi alla progettazione, alla redazione di capitolati, all’utilizzo di software specifici e alla gestione delle commesse.
Il candidato collaborerà nell’ambito della progettazione di interventi di riqualificazione edilizia ed energetica di immobili esistenti a destinazione d’uso prevalentemente residenziale o civile.
Responsabilità:
Gestione dell'ufficio
Effettuare aggiornamenti testuali e visivi sui materiali di progettazione
Impostare file di grafica e fornire input creativi per supportare i team di progettazione + vendite e marketing
Aiutare nella progettazione del layout per presentazioni e documentazione chiave
(preferenziale) Aiutare nella produzione di output di marketing inclusa la creazione di contenuti, annunci, post sui social media, grafica di siti Web, wireframe e design di siti Web, banner e-mail e casi di studio.
Creazione di presentazioni concettuali
Conduzione di ricerche online approfondite
Obiettivi formativi: Il candidato acquisirà competenza a livello progettuale esecutivo individuando soluzioni tecniche adeguate all’ambito di intervento
Competenze informatiche: Si richiede padronanza nell’uso di software pacchetto Office (Word) e dei sistemi di progettazione CAD e Render (preferenziale).
Livello di laurea richiesto: Specialistica
Impiego: Full time
Telelavoro: Non previsto
Durata: 6 mesi finalizzati all’assunzione
Numero di posizioni aperte: 1
Rimborso mensile lordo: 600 € + Buoni pasto giornalieri da 6 €

Grazie Habitante per il riconoscimento.
20/11/2023

Grazie Habitante per il riconoscimento.

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Interessante sentenza: "la disciplina più restrittiva non si applica alle costruzioni che, alla data dell'entrata in vig...
26/10/2023

Interessante sentenza: "la disciplina più restrittiva non si applica alle costruzioni che, alla data dell'entrata in vigore della normativa, possano considerarsi già sorte"

Secondo la Cassazione è inammissibile l'ordine di demolizione di costruzioni che, illegittime secondo le norme vigenti al momento della loro realizzazione, tali non siano più alla stregua delle norme vigenti al momento della decisione

01/04/2023

Courtesy of: Sant Architects
Photo by: [IG]

Siamo molto lieti di informarvi che oggi, a pagina 16 de L'Esperto Risponde - Il Sole 24 Ore, è stata pubblicata la comu...
28/02/2023

Siamo molto lieti di informarvi che oggi, a pagina 16 de L'Esperto Risponde - Il Sole 24 Ore, è stata pubblicata la comunicazione in cui è citato lo studio di Architettura con sede a

Indirizzo

Via Elvis Presley 4
Triggiano
70019

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