Nicoletta Bertolissi Architetto

Nicoletta Bertolissi Architetto Mi occupo di architettura d'interni.

🏡 Architetto di interni
🧠 Neuroarchitettura + psicologia ambientale
🌱 Uno spazio ben progettato non è solo bello: funziona
🌸 Per PAS/HSP e personalità introverse
👉🏻 Traduco la tua personalità (MBTI) in spazio Progetto ambienti le cui caratteristiche sono in grado di influenzare positivamente le persone che si trovano al loro interno grazie a un approccio multidisciplinare che lega il design d’inte

rni alla psicologia, alle neuroscienze, alla fisiologia e al progetto delle esperienze (experience design).

È ormai riconosciuto che l’architettura inevitabilmente interagisce con le persone e provoca degli effetti sul loro sistema corpo-mente, per questo motivo è di vitale importanza scegliere di controllare questi effetti già in sede progettuale agendo consapevolmente su ogni caratteristica dell’ambiente (colori, forme, dimensioni della stanza, suoni, texture, luce, materiali, complessità visiva, temperatura, proporzioni, profumi, per dirne solo alcune). Questo approccio integrato ad una progettazione orientata agli effetti sulle persone porta notevoli vantaggi, concreti e tangibili, il più delle volte anche misurabili.

Di solito pensiamo agli ambienti come a qualcosa che ci circonda, e che al massimo ci piace o non ci piace. Come se foss...
13/01/2026

Di solito pensiamo agli ambienti come a qualcosa che ci circonda, e che al massimo ci piace o non ci piace. Come se fossero uno sfondo.

Nella pratica, però, uno spazio ci coinvolge molto più di così: luce, suoni, materiali, proporzioni, colori, possibilità di controllo, livello di complessità arrivano al sistema nervoso in continuazione e influenzano il modo in cui ci sentiamo e ci comportiamo, anche se non ce ne rendiamo conto.

La parte meno intuitiva è che non esiste una risposta uguale per tutti. A parità di stimoli, due persone possono avere reazioni opposte.

Lo stesso ambiente può aiutare la concentrazione di una persona e distrarre un’altra. Un ambiente ricco di stimoli può essere energizzante per un estroverso e sfiancante per un introverso. Quello che per una persona è giusto, per un’altra può essere troppo (invadente, irritante…), o troppo poco (piatto, noioso…).

Non perché uno abbia ragione e l’altro torto, ma perché cambiano soglie, filtri, storia personale e stato del momento: stress, stanchezza, carico mentale, sensibilità.

Ed è per questo che progettare con criteri uguali per tutti, secondo me, ha sempre meno senso.

Se vuoi che uno spazio funzioni, devi partire da chi lo abita e chiederti due cose: che stato vuoi sostenere (focus, calma, recupero, attivazione, socialità, privacy…) e con quali leve (quantità di stimoli, possibilità di modularli, chiarezza degli spazi, luce, acustica, colori, materiali, layout, prevedibilità, complessità…).

Oggi che abbiamo un’enorme quantità di strumenti e conoscenze a nostra disposizione, continuare a ignorare questi aspetti diventa una scelta difficile da giustificare. Perché progettare significa incidere sulla vita delle persone.

Quest’anno, per Natale, ho avuto il piacere di scrivere un racconto un po’ fuori dall’ordinario per  Vrech.Una storia ch...
19/12/2025

Quest’anno, per Natale, ho avuto il piacere di scrivere un racconto un po’ fuori dall’ordinario per Vrech.

Una storia che parte da una telefonata improbabile — Babbo Natale, un superyacht rompighiaccio, tutto in marmo — e arriva a temi molto concreti: materiali, performance, progettazione, problemi reali e soluzioni efficaci.

È il tipo di racconto che mi piace scrivere: quando il tono è leggero e divertente, ma la sostanza invece è tecnica, precisa e legata al progetto.

Lo condivido qui anche per fare gli auguri a clienti, colleghi e a chi ama il design raccontato con leggerezza, ma senza superficialità.

https://www.marmivrech.it/se-babbo-natale-avesse-un-superyacht/

Buone feste 🎄

Capita, no? Vai a casa di un amico e la prima cosa che pensi è:“Ma come fa a vivere con le pareti bianche in tutta la ca...
27/11/2025

Capita, no? Vai a casa di un amico e la prima cosa che pensi è:

“Ma come fa a vivere con le pareti bianche in tutta la casa?”
“Mamma mia che orrendi quei colori così forti!”
“Come gli è venuto in mente di scegliere una cucina bianco e acciaio che sembra una sala operatoria?”
“Come riesce a sentirsi tranquillo con quella vetrata enorme? Niente privacy, e secondo me non è neanche sicura. Starei sempre sul chi va là.”

La verità è che lo pensiamo tutti, non possiamo farne a meno.

Quel pensiero automatico: “Questa casa è proprio sbagliata. Io qui non ci vivrei mai. Io la farei diversissima, e sarebbe molto meglio.”

Ma non perché la sua casa sia sbagliata davvero.

È perché, in quel momento, stai reagendo con il tuo sistema percettivo a quell’ambiente.
E il corpo, semplicemente, gradisce o non gradisce quello che sente. È spontaneo. È immediato. È neurofisiologia.

La cosa sorprendente è che… lui, in quella stessa casa, ci vive bene.
Davvero bene.

È proprio questo il punto: non reagiamo tutti allo stesso modo agli stessi ambienti.

Quello che per qualcuno è neutro, per altri è stancante.
Quello che a te opprime, a un’altra persona dà energia.
Quello che ti mette in allerta, per altri è semplicemente “casa”.

Non è una questione di buon gusto o cattivo gusto.
Non è una questione di scelte giuste o sbagliate.
È il modo in cui funziona il nostro sistema nervoso.

Ognuno ha la casa che si merita, se in quella casa vive felice — e ci sta bene davvero.

Se la casa ti affatica, se ti stanca, se ti irrita, se senti che “qualcosa non torna” e non sai dire cosa… allora il problema non è il divano sbagliato o il colore di un vaso.

È che qualcosa, nell’ambiente, non sta collaborando con te.
E questo si può correggere.
Con consapevolezza.
Con misura.
Con intenzione.

Perché non è la persona a dover fare uno sforzo per adattarsi allo spazio. È lo spazio che deve essere progettato per sostenere la persona che lo vive.

Circa una persona su cinque ha un sistema nervoso che percepisce gli ambienti con maggiore profondità: le Persone Altame...
25/11/2025

Circa una persona su cinque ha un sistema nervoso che percepisce gli ambienti con maggiore profondità: le Persone Altamente Sensibili.

E se includiamo anche profili introversi e neurodivergenze, la percentuale di chi vive gli spazi in modo diverso cresce ancora.

Molto. Moltissimo.

Eppure continuiamo a progettare case identiche per tutti.

Come se avessimo tutti la stessa reazione alla luce, la stessa soglia al rumore, lo stesso bisogno di stimoli.

Ma non è così.

Il risultato?

Case perfette in fotografia, ma faticose da vivere.
Spazi pensati per l’occhio, non per il corpo.
Progetti che funzionano sulla carta, non nella vita reale.

Milioni di persone che non si sentono a casa nella propria casa.

Non è un problema tuo.
È un problema progettuale.

Ne ho scritto nell’ultimo articolo: perché lo standard non funziona — e perché serve un nuovo modo di progettare gli spazi. 👇🏻

https://nicolettabertolissi.com/design-per-persone-altamente-sensibili-standard/

"Come faccio a sapere se un materiale è giusto per me?"Me lo chiedono spesso. Soprattutto le persone altamente sensibili...
20/11/2025

"Come faccio a sapere se un materiale è giusto per me?"

Me lo chiedono spesso.
Soprattutto le persone altamente sensibili, che hanno una relazione più intensa con tutto ciò che toccano, guardano, respirano.

La neuroarchitettura dispone di strumenti molto precisi: elettroencefalogrammi che registrano l’attività cerebrale, sensori della conduttanza cutanea che rilevano micro-variazioni emotive, eye-tracking che mostra cosa cattura l’attenzione e cosa genera tensione.

Sono strumenti preziosi per la ricerca.
Ma tu non hai bisogno di un laboratorio.

Hai un sistema percettivo molto più sensibile della media, che lavora in anticipo.

Il tuo corpo lo sa già.
Entri in una stanza e sai subito se ti mette a tuo agio o se ti opprime.
Sfiori un tessuto e capisci se ti calma o ti irrita.
E poi c’è tutto ciò di cui ti accorgi senza nemmeno rendertene conto: dettagli che gli altri non noterebbero mai, e che il tuo corpo, invece, percepisce subito e completamente.

È una forma naturale — e molto raffinata — di neuroarchitettura intuitiva.

Io, oggi, posso spiegarti scientificamente perché il tuo corpo reagisce così: quali caratteristiche sensoriali attivano o calmano il sistema nervoso, quali texture riducono la tensione e quali la amplificano, come certi materiali sostengono il tuo equilibrio mentre altri lo disturbano.

E poi progettare di conseguenza.
Perché uno spazio può collaborare con te o costringerti a lottare contro di lui.
E la differenza nasce spesso da dettagli che sembrano piccoli, ma che il corpo riconosce subito.

Perché i materiali non sono mai solo estetica.
Sono regolatori fisiologici.
Sono ciò che il tuo sistema nervoso incontra ogni giorno.

Il tuo sistema percettivo merita ambienti all’altezza.

Lo dico? Lo dico: le Persone Altamente Sensibili non sono "strane". Hanno semplicemente un sistema nervoso più efficient...
12/09/2025

Lo dico? Lo dico: le Persone Altamente Sensibili non sono "strane". Hanno semplicemente un sistema nervoso più efficiente. Punto. Funziona in modo diverso rispetto alla maggioranza, ma è normale. E non è neanche così raro: riguarda quasi una persona su quattro.

Il nostro sistema percettivo è più reattivo, più preciso. E questo ci permette di cogliere cose bellissime che altri si perdono: entriamo in una stanza e subito sentiamo se ci accoglie o ci respinge. Notiamo la qualità della luce, l'armonia delle proporzioni, quelle atmosfere sottili che fanno la differenza tra un ambiente che ti fa stare bene e uno che ti mette a disagio.

Il problema è che gli stessi recettori che ci fanno apprezzare tutta questa bellezza… registrano anche tutto il resto. Non solo rumori forti o caos visivo — quelli li notano tutti — ma anche stimoli molto più sottili: il riverbero acustico di una stanza, la temperatura colore di una lampadina, la texture di un materiale, persino come sono disposti gli oggetti.

E quando questi micro-stimoli si accumulano, ecco che la nostra ricchezza percettiva diventa sovraccarico.

Ma ascolta: oggi abbiamo finalmente la possibilità di progettare gli spazi in modo consapevole. Perché diventino alleati, non ostacoli.

La neuroarchitettura e la psicologia architettonica — che sono discipline scientifiche serie, non mode — ci stanno dando strumenti concreti per progettare spazi che invece di sovraccaricarci, ci regolano. Che invece di affaticarci, ci sostengono. Che non lavorano contro il tuo sistema nervoso, ma insieme a lui.

Essere PAS non è un problema, tutt’altro: è una grande risorsa.

E ora possiamo finalmente supportarla con spazi progettati apposta per noi.

L’ho detto.

“Persona Altamente Sensibile" non significa quello che pensate.Quando dico che sono una persona altamente sensibile, la ...
07/08/2025

“Persona Altamente Sensibile" non significa quello che pensate.

Quando dico che sono una persona altamente sensibile, la prima reazione è quasi sempre: "Ah, ho capito, ti commuovi facilmente.”

No.
No.
No.
Non hai capito.

"Persona Altamente Sensibile" è un termine scientifico specifico che descrive un modo diverso di processare gli stimoli. Non c'entra con l'essere "sensibili" nel senso comune della parola.

È una differenza neurofisiologica: il nostro sistema nervoso elabora le informazioni sensoriali, ambientali ed emotive con maggiore profondità, intensità, velocità.
Registriamo dettagli che altri non notano nemmeno: un rumore in sottofondo, un odore improvviso, una tensione nell’aria.

Abbiamo una soglia di attivazione più bassa.
Andiamo più facilmente in sovraccarico sensoriale.
Non perché siamo deboli, ma perché processiamo molto, sempre.

Riguarda circa il 20% della popolazione.
Ed è presente anche negli animali.
Ha un valore evolutivo, ma nel mondo di oggi può diventare sfiancante.

Il problema è linguistico: la parola "sensibile" evoca subito fragilità emotiva.
Ma quando parliamo di PAS, stiamo parlando di neurobiologia, non di carattere.

Una linea curva. Un tessuto naturale. Una luce che si attenua gradualmente.Sembrano dettagli. In realtà, sono segnali ch...
01/08/2025

Una linea curva.
Un tessuto naturale.
Una luce che si attenua gradualmente.

Sembrano dettagli. In realtà, sono segnali che il tuo corpo registra prima ancora che tu te ne accorga.

In uno spazio progettato per le persone altamente sensibili, questi elementi non sono decorazione: sono strumenti di regolazione neurofisiologica.

La casa non è solo un rifugio.
Può diventare un alleato del tuo equilibrio nervoso.
Se glielo permetti.



La qualità di uno spazio non si misura solo in metri quadri. Si misura in come ti fa sentire mentre lo vivi.Ci hanno ins...
30/07/2025

La qualità di uno spazio non si misura solo in metri quadri. Si misura in come ti fa sentire mentre lo vivi.

Ci hanno insegnato a valutare le case come oggetti: quanti metri, che classe energetica, in che zona, quanto vale al metro quadro.

Ma nessuno ci ha mai chiesto: "Come respiri in quella stanza? Il tuo corpo si rilassa o resta in tensione? La tua mente trova pace o si agita?”.

Eppure il nostro sistema nervoso reagisce agli spazi prima ancora che la nostra mente razionale li valuti. Registra altezze, materiali, luce, proporzioni. Decide se fidarsi o stare in guardia.

Una casa non è solo un investimento immobiliare. È il contenitore delle tue giornate, dei tuoi pensieri, del tuo riposo.

Merita di essere scelta anche con il corpo, non solo con il metro o il portafoglio.

A volte basta entrare in uno spazio per sentirsi diversi.Una cattedrale gotica è stata concepita per farci sentire picco...
29/07/2025

A volte basta entrare in uno spazio per sentirsi diversi.

Una cattedrale gotica è stata concepita per farci sentire piccoli di fronte all'immensità divina: i volumi fuori scala attivano il sistema simpatico, mentre la sproporzione percepita genera meraviglia e amplifica l'esperienza del sacro.

Una piccola baita di montagna, invece, nasce come rifugio: le proporzioni più intime stimolano il sistema parasimpatico e riducono i picchi di cortisolo. Rafforzano il senso di controllo, di protezione e di comfort. E il fuoco acceso risveglia aree cerebrali ancestrali legate alla sicurezza e alla sopravvivenza.

Il nostro sistema nervoso risponde immediatamente all'architettura, prima ancora che ce ne accorgiamo.

Due discipline – la neuroarchitettura e la psicologia architettonica – studiano tutto questo, e ci spiegano con rigore scientifico perché negli ambienti proviamo ciò che proviamo. Anche quando non sappiamo darle un nome, quella sensazione ha un’origine concreta.

Ed è proprio grazie a queste due discipline che posso progettare spazi che non siano solo belli, ma che aiutino davvero a stare bene.

Per tutti.
Ma soprattutto per chi, come le persone con alta sensibilità sensoriale, percepisce ogni cosa con più intensità.

Leggi l'articolo: https://nicolettabertolissi.com/neuroarchitettura-e-psicologia-architettonica-differenze/

Ti riconosci?✓ Noti dettagli che altri ignorano✓ Ti senti sopraffatta in ambienti caotici✓ Hai bisogno di silenzi e spaz...
25/07/2025

Ti riconosci?

✓ Noti dettagli che altri ignorano
✓ Ti senti sopraffatta in ambienti caotici
✓ Hai bisogno di silenzi e spazi calmi
✓ Percepisci l'umore attraverso gli spazi

Se hai risposto sì, potresti essere altamente sensibile.
E il tuo ambiente ha un impatto amplificato su di te.

Sul mio sito trovi un test gratuito per capirlo meglio.
👉 https://nicolettabertolissi.com/interior-design-per-pas-hsp-persone-altamente-sensibili/

Il cervello delle persone altamente sensibili mostra un'attivazione più intensa nelle aree dell'elaborazione sensoriale....
22/07/2025

Il cervello delle persone altamente sensibili mostra un'attivazione più intensa nelle aree dell'elaborazione sensoriale.

Questo significa che:
- un soggiorno con superfici riflettenti = cassa di risonanza
- un open space senza filtri = sovraccarico visivo
- una luce uniforme e fredda = alterazione del ritmo circadiano

Non è questione di gusti.
È neurobiologia.

E si può progettare di conseguenza.

Indirizzo

Via Pozzuolo 13
Udine
33100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Nicoletta Bertolissi Architetto pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Nicoletta Bertolissi Architetto:

Condividi