La Cucina Clandestina

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La Cucina Clandestina Ricercatrice di alchimie veg. Appassionata di bio, vegan e cibo a km 0

C’è una storia dietro ogni ingrediente. I pinoli, tostati leggermente, portano con sé il ricordo dei pomeriggi sul Poggi...
07/08/2026

C’è una storia dietro ogni ingrediente. I pinoli, tostati leggermente, portano con sé il ricordo dei pomeriggi sul Poggiolo, la ricerca dei pinoli caduti, la gioia di trovarne uno intero.
L’olio d’oliva, dorato e profumato, evoca l’immagine degli ulivi secolari che puntellavano la collina di Cerreto, il lavoro faticoso della raccolta, la soddisfazione di vedere l’olio scorrere nel frantoio.
Il pesto della tata non era mai lo stesso. A volte era più aglioso, altre volte più cremoso. Dipendeva dall’umore del basilico, dalla qualità dell’olio, dalla pazienza che ci metteva. Ma era sempre speciale, perché preparato con amore.

Oggi, mentre spalmo un cucchiaino di pesto su una fetta di pane tostato, mi sento unita a lei.
È come se fosse qui con me, a condividere il sapore della sua eredità, a ricordarmi che l’amore si trasmette anche attraverso i sapori e i profumi della cucina, anche i più semplici.




C’è una bellezza silenziosa che si nasconde nei gesti semplici, quelli che sanno di terra, di mani infarinate e di attes...
03/08/2026

C’è una bellezza silenziosa che si nasconde nei gesti semplici, quelli che sanno di terra, di mani infarinate e di attesa.

Una vecchia campana di metallo ossidato veglia sulla tavola.

Non scandisce più le ore del lavoro ma sembra invitare a fermarsi.

È il richiamo a un tempo lento, dove il cibo non è solo nutrimento ma memoria che si fa presente.
Mangiare diventa così un rito intimo, un ritorno alle origini da assaporare un morso alla volta, protetti dal calore di una casa che profuma di cose buone.

Ci sono pomeriggi in cui la luce decide di farsi teatrale, tagliando la stanza per posarsi sulle cose semplici. Una ciot...
30/07/2026

Ci sono pomeriggi in cui la luce decide di farsi teatrale, tagliando la stanza per posarsi sulle cose semplici.
Una ciotola che sa di estate, i colori caldi della terra, il profumo dolce e aspro delle melanzane e delle olive.
Accanto, un’ortensia che custodisce il tempo passato. Cucinare, a volte, è solo un modo per dare forma e un sapore nel silenzio.

“Tutto ciò che vediamo o sembriamo non è altro che un sogno all’interno di un sogno.”
Edgar Allan Poe

C’è una casa fatta di pietra calda e cortili, dove il sole taglia l’ombra del pomeriggio e l’aria profuma di origano, ca...
17/07/2026

C’è una casa fatta di pietra calda e cortili, dove il sole taglia l’ombra del pomeriggio e l’aria profuma di origano, caffè e bucato.
Lì affondano le radici, tenaci come ulivi, in una terra che ti stringe forte, anche quando graffia.

Poi c’è una casa di mattoni rossi e ardesia, avvolta nella nebbia sottile del mattino, dove la pioggia batte leggera sui vetri e il the si beve in tazze grandi per scaldare le mani.
Lì sono cresciuti i rami, liberi e fieri, su prati verdi che non conoscono siccità.

Alla fine impari che non si tratta di scegliere, ma di raddoppiare lo spazio dentro il petto.

Casa non è più un punto fisso sulla mappa, ma l’abilità di sentirsi a proprio agio sia sotto un sole che scotta, sia sotto un cielo di perla.

Ci sono sere in cui ci guardiamo le manie sembrano fatte di un fango ormai secco,storie già scritte, stanze strette,un a...
03/06/2026

Ci sono sere in cui ci guardiamo le mani
e sembrano fatte di un fango ormai secco,
storie già scritte, stanze strette,
un abito cucito addosso da altri, o dal tempo.

Ma reinventarsi non è cancellare il passato.
Non è un colpo di spugna, né un tradimento.
È l’arte paziente di chi prende i propri pezzi rotti
e, invece di piangerli,
li guarda controluce per vedere dove passa il sole.

È darsi il permesso di essere un inizio.

Significa accettare il rischio di sembrare goffi,
di sbagliare i passi di una danza nuova,
di pronunciare parole che non abbiamo mai usato.
È dire a se stessi: "Non sono solo quello che ho perso,
non sono solo la strada che ho già camminato".

Reinventarsi è l'inverno che cede al germoglio,
il coraggio di cambiare pelle senza paura del freddo.
È capire che siamo fatti di argilla fresca,
sempre pronti per essere rimpastati,
sempre in tempo per ridefinire i nostri confini.

È guardare il vuoto che fa paura
e, invece di fare un passo indietro,
cominciare a disegnarci dentro un ponte.

La sera scende piano,come una carezza che non trova più la pelle giusta.Il telefono resta immobile, muto,custode di un s...
01/04/2026

La sera scende piano,
come una carezza che non trova più la pelle giusta.
Il telefono resta immobile, muto,
custode di un silenzio che pesa più delle parole.

Una volta c’era una voce,
un filo sottile che attraversava il buio
e mi teneva al mondo.
Ora resta solo l’attesa,
che si allunga tra i minuti
come un’ombra che non conosce alba.

Mi manchi nei dettagli piccoli:
nel gesto istintivo di guardare lo schermo,
nel respiro sospeso prima di una risposta,
in quel “ci sei?” che non so più a chi dire.

E la notte, testarda, ritorna ogni giorno
a ricordarmi che certe assenze
non fanno rumore—
ma riempiono tutto.

Dicono che l’universo sia infinito, ma nessuno parladelle possibilità che respira.In qualche piega del tempo esiste una ...
12/03/2026

Dicono che l’universo sia infinito, ma nessuno parla
delle possibilità che respira.

In qualche piega del tempo esiste una versione di te che ha detto sì quando qui hai detto no.

Un’altra che ha preso il treno che hai perso,
un’altra ancora che ha avuto il coraggio
che stavi aspettando.

Gli universi non nascono dalle stelle.
Nascono dalle decisioni.
Ogni scelta è una piccola esplosione silenziosa
che divide il destino in mille sentieri invisibili.

E in ognuno di quei sentieri vive una possibilità diversa, che continua a camminare anche quando tu ti fermi.

Ma c’è un segreto che il tempo non racconta quasi mai: alcune possibilità non appartengono a nessun universo.
Aspettano soltanto qualcuno abbastanza f***e
da inventarle.

E quando succede, il cosmo intero trattiene il respiro per un istante minuscolo.
Perché anche l’infinito non aveva previsto
quella possibilità.

Prosegui i tuoi sogni.Anche quando la stradasembra farsi sottilee il vento confonde i passi.Prosegui,perché i sogni veri...
09/03/2026

Prosegui i tuoi sogni.

Anche quando la strada
sembra farsi sottile
e il vento confonde i passi.

Prosegui,
perché i sogni veri
non gridano:
sussurrano piano nel cuore
e aspettano soltanto
il coraggio di essere seguiti.

Cammina verso ciò che ti chiama,
senza fretta ma senza paura.

Perché ogni passo fedele
ai tuoi sogni
è già un pezzo di cielo
che scende nella tua vita.

“Come stai?”È una domanda piccola,due parole leggereche bussano piano.A volte è solo ventoche sfiora le spalle distratte...
04/03/2026

“Come stai?”
È una domanda piccola,
due parole leggere
che bussano piano.
A volte è solo vento
che sfiora le spalle distratte del giorno,
altre volte è una chiave sottile
capace di aprire stanze chiuse da anni.
“Come stai?”
È un ponte lanciato nel vuoto,
un filo teso tra due silenzi,
un invito a posare le armi invisibili
che indossiamo per abitudine.
C’è chi risponde con un sorriso piegato,
chi con un “bene” cucito in fretta,
chi abbassa gli occhi
per non far traboccare il mare.
Ma quando la domanda è vera,
quando ha il peso gentile della cura,
diventa casa:
un luogo dove anche le crepe
possono respirare.
“Come stai?”
Non è solo chiedere.
È restare.

L’ascolto è molto più che sentire dei suoni: è un atto di presenza.Significa scegliere di fermarsi, fare spazio all’altr...
17/02/2026

L’ascolto è molto più che sentire dei suoni: è un atto di presenza.
Significa scegliere di fermarsi, fare spazio all’altro e accogliere ciò che viene detto — e anche ciò che resta non detto.

In un mondo in cui tutti parlano e pochi si soffermano davvero a comprendere, l’ascolto diventa un gesto raro e prezioso.

L’ascolto autentico implica empatia. Significa cercare di comprendere il punto di vista dell’altro, anche quando è distante dal nostro. Non vuol dire necessariamente essere d’accordo, ma riconoscere la legittimità dell’esperienza altrui.

Ascoltare è un atto di rispetto.

C’è poi un ascolto che va oltre le parole: l’ascolto del silenzio, dei gesti, delle emozioni. A volte ciò che una persona comunica non è espresso in modo diretto, ma emerge da pause, esitazioni, sguardi. Saper cogliere questi segnali significa sviluppare una sensibilità che va al di là della semplice comunicazione verbale.

Fermarsi a sentire i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri bisogni è fondamentale per vivere in modo consapevole.
Senza questo ascolto interiore, rischiamo di agire in modo automatico, trascinati da abitudini o aspettative esterne.

L'ascolto è cura.

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