20/05/2026
WHITE CARRARA 2026
art direction Domenico Raimondi
STRATA
azienda Silvestri Marmi
design Gumdesign
Un unico blocco che si trasforma per sottrazione controllata, generando una famiglia di tavoli come “derivazioni” della stessa materia originaria: 100 × 50 centimetri di marmo, 40 di profondità. Poi il taglio.
Un gesto ripetuto, quasi rituale. Ogni 5 centimetri la materia viene attraversata, aperta.
Non c’è sottrazione ma un disvelarsi.
I singoli elementi emergono come variazioni di uno stesso corpo originario. La superficie si estende, si moltiplica, si distende nello spazio assumendo una condizione architettonica e relazionale. Ogni elemento resta inscritto nella memoria del blocco iniziale, che persiste come matrice invisibile dell’intero sistema.
Strata indaga così una condizione in cui la forma non è un esito, ma una derivazione continua. Un unico corpo materiale che, attraverso la ripetizione del taglio, si apre a una configurazione spaziale estesa, mantenendo intatta la propria origine geologica e concettuale.
A single block transforms through controlled subtraction, generating a family of tables as “derivations” of the same originating matter: 100 × 50 centimetres of marble, 40 in depth. Then, the cut.
A repeated gesture, almost ritual. Every 5 centimetres the material is crossed, opened. There is no subtraction, only unfolding.
Individual elements emerge as variations of one and the same originating body. The surface extends, multiplies, and unfolds into space, taking on an architectural and relational condition. Each element remains inscribed within the memory of the initial block, which persists as an invisible matrix of the entire system.
Strata explores a condition in which form is not an outcome, but a continuous derivation. A single material body that, through the repetition of the cut, opens into an expanded spatial configuration, while preserving its geological and conceptual origin.